23 febbraio 2024
Aggiornato 22:00
Banche

L'ABI chiede al nuovo Governo di sostenere BankItalia: esame BCE rischioso

L'Abi lancia un appello forte a Governo e Parlamento per sostenere la Banca d'Italia nel difendere gli interessi delle banche italiane in vista dell'asset quality review (Aqr) della Bce sugli istituti di credito europei

ROMA - L'Abi lancia un appello forte a Governo e Parlamento per sostenere la Banca d'Italia nel difendere gli interessi delle banche italiane in vista dell'asset quality review (Aqr) della Bce sugli istituti di credito europei. «La Aqr - ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli - è un esercizio rischioso per le banche di tutta Europa. Confidiamo che la Banca d'Italia, sostenuta dalle istituzioni, porti a termine quello che il governatore ha detto al Forex. Il nostro è un impegno positivo con una sollecitazione forte a Parlamento e Governo».

Per l'esame della Bce, ha spiegato Patuelli al termine del comitato esecutivo dell'Abi, «c'è un work in progress, e ci sono elementi che possono apparire di dettaglio ma per la peculiarità italiana possono essere importanti. Le istituzioni non lascino sola la Banca d'Italia su questo, perché in altri paesi dell'Ue governi e parlamenti convergono con le banche centrali nella tutela degli interessi legittimi delle proprie banche e dei singoli paesi».

BENEFICI PER FAMIGLIE E IMPRESE - Il comitato esecutivo dell'Abi ha confermato Patuelli presidente fino al 2016 e per il numero di palazzo Altieri «la fiducia è riposta in un'emergenza che è quella che viviamo: il 2014 è un anno decisivo per le banche in una Europa bancaria nascente. Abbiamo il compito molto complesso di far presente alle istituzioni che gli interessi legittimi delle banche coincidono con gli interessi dell'Italia e dei cittadini».

«Se l'asset quality review e gli stress test della Bce andranno bene per le banche italiane, ci saranno conseguenze positive anche per la credibilità dell'Italia e per le emissioni di titoli pubblici. Ci sarà quindi più fiducia per famiglie e imprese».

Per l'associazione bancaria «c'è l'impegno a rendere identiche la regolamentazione sulle banche e gli aspetti connessi in Italia e negli altri paesi europei: c'è una marea di normative difformi.
I passi fatti in estate e autunno sono solo i primi passi, il lavoro è forte e dobbiamo capovolgere la falsa impressione che in Italia si fanno troppi regali alle banche»
.

Gli istituti italiani, secondo Patuelli, subiscono «troppe penalizzazioni e non hanno ricevuto ricapitalizzazioni a fondo perduto come è successo in altre parti d'Europa. Vogliamo solo avere regole identiche rispetto a Francia e Germania».