4 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Giappone

A Fukushima si verificherà l'integrità di 300 cisterne

La Tepco, l'ente di gestione della centrale nucleare semidistrutta dal sisma e dal successivo tsunami del marzo del 2011, ha annunciato l'avvio delle operazioni di monitoraggio di centinaia di conenitori di acqua contaminata, dopo la perdita rilevata in uno dei pozzi

FUKUSHIMA - La Tepco, l'ente di gestione della centrale nucleare di Fukushima semidistrutta dal sisma e dal successivo tsunami del marzo del 2011, ha annunciato l'avvio delle operazioni di verifica dell'integrità di circa 300 cisterne di acqua contaminata, dopo la perdita rilevata in uno dei pozzi. Gli esperti temono ora la possibilità di nuove fughe nelle cisterne dello stesso tipo sul migliaio disseminate in tutta la zona dell'impianto; in precedenza erano state rilevate altre quattro perdite, ma di minore entità.

INCIDENTE «GRAVE» - Le autorità nipponiche hanno classificato l'ultimo incidente come «grave», collocandolo al livello 3 della scala internazionale degli eventi nucleari, decisione che dovrà essere confermata dall'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea). L'ente ha ammesso che l'acqua radioattiva potrebbe essersi in parte sversata in mare: «Abbiamo rilevato delle tracce di radioattività in un piccolo ruscello nella zona orientale della cisterna: esiste una possibilità che l'acqua contaminata abbia raggiunto il ruscello e sia finita in mare», aveva spiegato un portavoce della Tepco.
La società ha stimato che circa 30mila miliardi di becquerel di cesio e stronzio radioattivi siano finiti in mare attraverso le fughe di acqua contaminata dal marzo del 2011 ad oggi. Prima dell'incidente - e in regime di funzionamento normale - la centrale produceva al massimo uno sversamento di 220 miliardi di becquerel l'anno.

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