31 agosto 2025
Aggiornato 01:00
Pubblica Amministrazione | Riforma mercato del lavoro

«Fornero Ministro delle Pari oppurtunità di licenziamento»

La capogruppo dell'IdV in commissione Lavoro al Senato: Parità di trattamento? Mossa propagandistica. Damiano (PD): La riforma non potrà passare con il voto di fiducia. Bertolini (Pdl): Sì a pari trattamento lavoratori

ROMA - «Fornero è ministro delle pari opportunità quando le pare». Lo dichiara in una nota Giuliana Carlino, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Lavoro al Senato.
«Ora, per tirare acqua al suo mulino, rivendica - dice Carlino - parità di trattamento tra i lavoratori del pubblico impiego e quelli del privato, ma è la solita mossa propagandistica. La verità è un'altra: la sua riforma del lavoro è talmente iniqua e inutile che porterà solo alle pari opportunità di licenziamento».
«In questa materia il ministro del Welfare è davvero superlativa», conclude l'esponente dipietrista.

Cazzola: Sindacati offensivi e violenti con Fornero - «Ancora oggi nei confronti del ministro Elsa Fornero si sono usate, in ambienti sindacali, espressioni violente ed offensive in risposta ad opinioni sicuramente discutibili ma legittime (anzi, nel caso della disciplina del recesso nel pubblico impiego persino condivisibili). Non ci si meravigli poi se il ministro sia oggetto sovente di tentativi di violenza fisica». Lo ha dichiarato in una nota Giuliano Cazzola, deputato del Pdl.

Damiano (PD): La riforma non potrà passare con il voto di fiducia - «La discussione della riforma del lavoro non potrà essere liquidata con un voto di fiducia. Anche alla Camera sarà necessario un dibattito approfondito che porti ad un cambiamento condiviso del testo: in altri tempi si sarebbe detto 'realizzare equilibri più avanzati'». Lo ha dichiarato in una nota Cesare Damiano del PD
«I primi commenti politici e sociali sulla riforma - ha aggiunto - propongono modifiche che vanno in direzioni opposte. Conviene allora non intervenire sulla parte 'blindatà del testo ma concentrarsi sul tema delicato dei nuovi ammortizzatori sociali e degli interventi per migliorare la condizione dei giovani. Il passaggio dalle attuali tutele alla nuova Aspi sarà problematico in quanto, con l'andata a regime nel 2017, avremo periodi più brevi di tutela a fronte di un significativo allontanamento della pensione. Niente ci vieta di allungare ulteriormente la transizione per svolgere un accurato monitoraggio circa le conseguenze sociali delle modifiche. Al tempo stesso, per quanto riguarda i giovani, risulta eccessivo, nel caso di autentiche partite Iva, un carico contributivo del 33% e va reso più facile l'accesso al nuovo bonus da riscuotere in caso di disoccupazione di un lavoratore precario».
«Infine, va ricordato che le commissioni Lavoro e Attività produttive della Camera hanno appena varato unitariamente una proposta di legge che prevede interventi per il sostegno dell'imprenditoria e dell'occupazione giovanile e femminile. Da questa proposta - ha concluso Damiano - si possono ricavare emendamenti condivisi che dimostrino il reale interesse nei confronti delle giovani generazioni».

Germontani (Fli): Bene Fornero su impiego pubblico - «Ha ragione il ministro Fornero, occorre che ci si avvicini il più possibile alla parità di trattamento tra il pubblico e il privato. E' una questione di pari opportunità che in un paese moderno dovrebbero essere uguali per tutti i lavoratori. Chi avanza delle critiche riconducendo tutto alla sola volontà di introdurre la libertà di licenziare i dipendenti del pubblico impiego, è in cattiva fede». Lo ha dichiarato in una nota la senatrice Maria Ida Germontani, componente dell'ufficio di presidenza nazionale di Fli e responsabile Pari opportunità Fli.

Bertolini (Pdl): Sì a pari trattamento lavoratori - «Accolgo con favore le parole del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che auspica parità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico». Lo ha dichiarato in una nota il vicepresidente dei deputati del Popolo della Libertà, Isabella Bertolini.
«Se è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alle leggi dello Stato, allora - ha osservato - pari opportunità devono essere garantite a tutti i lavoratori. La direzione indicata dal ministro è quella giusta, anche se penso che prima di vederla attuata ne passerà parecchia di acqua sotto i ponti».