20 settembre 2019
Aggiornato 18:00
La crisi del debito sovrano

Il Governo affronta i tagli alla spesa e le privatizzazioni

Per il Ministro Passera c'è spazio per ridurre i costi inutili dello Stato. Bankitalia: Il 2012 anno molto difficile per l'Italia. Boccia (Pd): La Germania non può più dire no agli Eurobond

ROMA - Nei prossimi giorni il Governo Monti comincerà ad affrontare il tema spinoso dei tagli alla spesa pubblica e delle privatizzazioni. Lo hanno confermato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera visitando il Salone del Mobile di Milano e il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli nella conferenza stampa a Washington a conclusione del vertice dei ministri finanziari del G20. Passera ha annunciato che nei prossimi giorni il ministro Giarda, cui è stata affidata la famosa spending review della spesa pubblica, illustrerà ai colleghi ministri una prima relazione sui possibili tagli,da cui Monti si attenderebbe almeno 20-25 miliardi di risparmi.

Passera: Ridurre i costi inutili - «C'è spazio per ridurre costi inutili delle pubbliche amministrazioni - ha aggiunto Passera - Per esempio ci sono Regioni meno efficienti che debbono allinearsi alle migliori performance di quelle più efficienti nella Sanità. Poi si possono fare interventi per integrare i sistemi informatici della Pa. E' ovvio che ci siano resistenze, ma bisogna dire dei no». E poi una luce in fondo al tunnel della crisi: «Già da quest'anno l'Italia può cambiare segno: si stanno creando le condizioni perchè l'Italia possa tornare a crescere».
Dal canto suo, Grilli ha confermato che il ministero dell'Economia sta studiando possibili cessioni di beni pubblici per contribuire al consolidamento della finanza pubblica e per dimostrare la volontà del Governo di affrontare il tema della riduzione del debito.

Bankitalia: Il 2012 anno molto difficile per l'Italia - Il 2012 «sarà un anno molto difficile per l'economia italiana». Lo ha affermato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, secondo cui «rispetto al 2007, l'anno prima della crisi globale, ci ritroveremo con una produzione inferiore di 6 punti percentuali, un reddito disponibile delle famiglie in termini reali più basso di quasi il 9%, una perdita di occupazione di 2 punti, pari a 400mila posti di lavoro».
«Nelle stime del governo - ha sottolineato Rossi - la recessione iniziata l'anno scorso si interrompe nella seconda parte di quest'anno e la ripresa si avvia nel 2013. Esistono rischi di un più lento recupero; di contro, si potrebbe assistere a un anticipo della ripresa alla fine di quest'anno, se cesseranno - ha aggiunto - le preoccupazioni dei mercati finanziari internazionali sulla credibilità delle politiche di risanamento fiscale e di rilancio della crescita, sull'efficacia della governance europea, con un deciso effetto di riattivazione del credito e della fiducia degli investitori».

Boccia (Pd): La Germania non può più dire no agli Eurobond - «Adesso tocca alla Germania capire che gli Eurobond sono il passo obbligato dopo che sono state date garanzie come il Fiscal Compact e fatti tanti sacrifici da parte dei cittadini italiani negli ultimi mesi». Lo dice Francesco Boccia, coordinatore della commissioni economiche del gruppo del PD.
«Non sono più ammessi alibi sugli Eurobond e sulla unificazione politica europea - prosegue Boccia -. Siamo d'accordo con quanto ha detto al Financial Times Deutschland il capo economista del Fmi, Olivier Blancard. Senza il Fiscal compact o altri strumenti di disciplina di bilancio in Germania avevano buoni motivi per non voler assumere responsabilità di risoluzioni di bilancio irresponsabili di altri Stati. Adesso, però, non ci sono più motivi per dirsi contrari all'adozione degli Eurobond».