3 agosto 2020
Aggiornato 11:00
La crisi del debito sovrano

Monti ha «parlato chiaro» con la Merkel, la Germania riveda le sue posizioni

Il Financial Times riconosce il ruolo del Premier italiano, auspicando che quella di Monti non «sia una voce nel deserto». S&P taglia il rating Efsf ad AA+ ma non esclude di rialzarlo. Draghi (Bce): Senza tripla A, l'Efsf deve essere rinforzato. Sarkozy annuncia il rinvio della riunione di Roma con Monti e Merkel

LONDRA - Va riconosciuto al Presidente del Consiglio italiano Mario Monti di aver «parlato chiaro» al cancelliere tedesco Angela Merkel, «chiedendo alla Germania di rivedere la sua posizione sulla crisi, perché le sue politiche rischiano di peggiorare la situazione». E' quanto scrive oggi il Financial Times in un editoriale intitolato Dire la verità alla potenza tedesca, auspicando che quella di Monti non «sia una voce nel deserto».
Nell'incontro della scorsa settimana a Berlino, Monti ha sostenuto davanti a Merkel la necessità che gli italiani vedano al più presto «benefici tangibili dei loro sacrifici», ammonendo altrimenti sul rischio che lo scontento sociale possa scatenare proteste contro la Germania e spingere il popolo italiano «nelle braccia dei populisti».
Una richiesta, sottolinea oggi il quotidiano della City, che presuppone un «ripensamento della gestione della crisi europea». Se questa richiesta fosse stata avanzata da Silvio Berlusconi, «lo screditato predecessore di Monti», Merkel non «ne avrebbe tenuto conto», così come se fosse stata sollevata dai leader di Grecia, Irlanda e Portogallo, aggiunge il Ft. Ma «Monti è rispettato in tutta Europa» e, soprattutto, sta entrando nella più delicata fase del suo governo, con la sfida ai «forti interessi costituiti in ambito politico, giuridico, commerciale e sindacale, che a lungo hanno sabotato ogni tentativo di aprire il mercato italiano».
«Perchè l'eurozona sopravviva Monti deve poter andare avanti - conclude il Ft - un fallimento dell'Italia metterebbe a rischio il progetto di integrazione europea post-1945». E «per aiutare Monti, la Germania deve accettare un uso più rapido e più efficace dell'attuale Fondo salva stati (European financial stability facility) e garantire che il Fondo che prenderà il suo posto (European stability mechanism) inizi a operare quest'anno con tanto denaro a suo disposizione fin da subito».

S&P taglia il rating Efsf ad AA+ ma non esclude di rialzarlo - L'agenzia Standard & Poor's ha reso noto in un comunicato di aver tagliato il rating del fondo salvastati Efsf dalla valutazione massima della «tripla A» al livello immediatamente sottostante di AA+, ma non esclude di poter rialzare tale valutazione se dovessero essere fornite delle garanzie aggiuntive.
Tale decisione è la conseguenza dell'abbassamento del rating della Francia e dell'Austria che in precedenza detenevano la tripla A e permettevano, con le loro garanzie, allo stesso fondo salvastati di beneficiare della stessa valutazione.

Draghi (Bce): Senza tripla A, l'Efsf deve essere rinforzato - l fondo di soccorso europeo Efsf, privato del suo rating «AAA» da Standard and Poor's, dovrebbe essere rinforzato per mantenere la sua forza d'urto. Lo ha affermato il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi.
«Occorrono contributi supplementari dei Paesi ancora con rating tripla A» perchè l'Efsf mantenga «la stessa capacità» o possa prestare «allo stesso tasso», anche dopo essere stato declassato, ha detto Draghi durante un'audizione davanti alla commissione degli affari economici e monetari del Parlamento europeo a Strasburgo alla quale ha partecipato in qualità di presidente del comitato europeo per il rischio sistemico (Esrb).

Sarkozy annuncia il rinvio della riunione di Roma con Monti e Merkel - Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha annunciato oggi da Madrid che la riunione in programma venerdì a Roma con il capo del governo italiano, Mario Monti, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è stata «rinviata al mese di febbraio». Il presidente lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa congiunta con Mariano Rajoy, capo del governo spagnolo.

Papademos: Ritorno alla dracma non è un'opzione - Un'uscita dall'area euro e un ritorno della dracma, la vecchia moneta della Grecia, «non è un'opzione che viene presa in considerazione». Lo ha affermato il primo ministro greco, Lucas Papademos.
In un'intervista rilasciata alla Cnbc, il capo dell'esecutivo di Atene - un ex banchiere centrale - ha detto di essere fiducioso che il suo Paese piagato dai debiti eviterà il default a marzo quando andrà a scadenza un eurobond da 14,5 miliardi di euro.
«Il nostro obiettivo è completare i due processi e adempiere inoltre i nostri impegni presi in passato...siamo fiduciosi di riuscire a farcela», ha detto Papademos.

Moody's conferma la tripla A della Francia - Diversamente da quanto deciso la settimana scorsa da Standard and Poor's, l'agenzia di rating Moody's ha confermato la tripla A della Francia.
Ieri, nella prima dichiarazione due giorni dopo il downgrade della Francia da parte di Standard & Poor's, il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva detto: «La crisi può essere superata, purché ci sia la volontà collettiva e il coraggio di riformare il nostro paese».
Parlerò ai francesi a fine mese, dirò loro quali decisioni importanti occorre prendere senza perdere tempo», ha dichiarato il capo dello Stato durante un discorso ad Amboise. «Dirò loro che la crisi può essere superata, purché abbiamo la volontà collettiva e il coraggio di riformare il nostro paese».

Merkel: Italia e Spagna convinceranno i mercati - Il nuovo governo italiano di Mario Monti ha varato un piano di riforme «considerevole», secondo Angela Merkel, e anche il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy porta avanti quanto avviato dal suo predecessore Zapatero. Per questa ragione «entrambi i Paesi riusciranno a convincere i mercati nel medio termine» della validità delle misure adottate per la riduzione del debito.
In una lunga intervista alla Deutschlandfunk, il cancelliere tedesco mostra un chiaro apprezzamento per gli sforzi compiuti in Italia dal nuovo governo, e arriva a riconoscere come «nel 2013 l'Italia arriverà, secondo i piani di Mario Monti, a un pareggio di bilancio, quindi a un deficit pari a zero. Questo, per esempio, noi in Germania non riusciremo a farlo». Per questa ragione, sottolinea la Merkel, «è necessario che ogni Paese, anche la Germania, porti avanti le proprie riforme, per adeguarsi alla nuova situazione». E' fondamentale, conclude il capo dell'esecutivo tedesco «tornare a conquistare gli investitori con una politica credibile».