27 ottobre 2020
Aggiornato 15:30
Un segnale di diffidenza

BCE: Tornano ad aumentare i depositi delle banche

A 346 miliardi si riavvicinano al record del luglio 2010. La consistenza di questi depositi è un segnale del clima di diffidenza reciproca che si è ricreato tra le banche a seguito della crisi sui debiti pubblici

FRANCOFORTE - Sono tornati a salire in prossimità dei massimi storici i depositi di fondi parcheggiati dalle banche dell'area euro presso la banca centrale europea: 346,357 miliardi di euro ieri, secondo i dati riferiti dalla stessa Bce. Un valore che ha un precedente più elevato solo nel giugno del 2010, quando raggiunsero 384,3 miliardi di euro. La consistenza di questi depositi è un segnale del clima di diffidenza reciproca che si è ricreato tra le banche a seguito della crisi sui debiti pubblici, le cui svalutazioni pesano sui bilanci degli istituti che ne possiedono in abbondanza alzando inquietudini sulla loro tenuta.

Una situazione simile anche se meno pesante a quella che si era vista nel 2008. Piuttosto che prestarsi fondi a vicenda sul circuito interbancario, dove potrebbero spuntare tassi di interesse più interessanti, molte banche preferiscono tenerli nei 'forzieri' virtuali della Bce, sebbene sia una collocazione a brevissimo termine e scarsamente remunerata.
Tuttavia proprio la questione remunerativa potrebbe essere alla base di questo ultimo picco dei depositi. I nuovi tagli dei tassi di interesse stabiliti dalla Bce - che per i depositi faranno calare la remunerazione allo 0,25 per cento - entreranno effettivamente in vigore il 14 dicembre. Per evitare che le banche possano finire a corso di liquidità, la scorsa settimana, assieme al taglio dei tassi, la Bce ha deciso ulteriori sistemi di finanziamento agevolato a favore delle banche.