29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
La crisi del debito sovrano

Visco: Le banche italiane sono solide

Il neogovernatore della Banca d'Itala: Ma subiscono i contraccolpi delle tensioni sul debito sovrano. Onorare l'impegno con l'UE, agire su debito e riforme

ROMA - Le banche italiane sono solide e non rappresentano una fonte d'instabilità nel quadro di alta tensione sui mercati che sta coinvolgendo l'Italia. A garantirlo è il neogovernatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: «Il sistema bancario italiano non è fonte d'instabilità. La sua posizione patrimoniale è solida; sarà ulteriormente rafforzata nell'ambito delle iniziative in corso a livello europeo».
Nella lettera di presentazione del Rapporto sulla stabilità finanziaria, curato dalla Banca d'Italia, Visco ha tuttavia avvertito: il sistema bancario italiano «sta subendo i contraccolpi delle tensioni sul debito sovrano e del rallentamento congiunturale. Simili tensioni investono i sistemi bancari degli altri maggiori paesi, ma con minore intensità».

Onorare impegno con l'UE, agire su debito e riforme - Il governo deve rispettare gli impegni assunti in sede europea agendo, in fretta e con coerenza, sul fronte delle riforme e del risanamento dei conti. E' questa la strada indicata dal neogovernatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, per riconquistare la fiducia degli investitori e tutelare la stabilità del sistema finanziario italiano. Per Visco «l'impegno assunto in sede europea a ridurre il debito pubblico e avviare un ampio programma di riforme strutturali va onorato, con rapidità e coerenza».
Nella lettera di presentazione del Rapporto sulla stabilità finanziaria, curato dalla Banca d'Italia, Visco ha infatti spiegato: «per riconquistare la fiducia degli investitori e ridurre in maniera permanente il rischio sovrano, per preservare la stabilità del sistema finanziario, è necessario proseguire con decisione nell'azione di risanamento delle finanze pubbliche. Con pari determinazione vanno rimossi gli ostacoli a uno sviluppo sostenuto dell'economia».

Per il governatore il sistema finanziario internazionale è attraversato da «tensioni profonde» perchè «il ridimensionamento delle prospettive di crescita globale e l'avversione al rischio hanno acuito i timori degli operatori circa la solidità degli emittenti, pubblici e privati, con alto indebitamento». In questo quadro «le tensioni hanno investito l'Italia - ha osservato Visco - provocando un significativo aumento dei premi sui titoli sovrani». In sostanza, nel giudizio degli investitori la nostra economia «risente dell'alto debito pubblico e della bassa crescita». Ma, secondo Visco, l'economia italiana presenta anche «elementi di forza». In particolare, «la tendenza al riequilibrio dei conti pubblici; il basso indebitamento privato; l'assenza di squilibri sul mercato immobiliare; il contenuto debito estero».