21 maggio 2022
Aggiornato 23:30
Nel pieno della nuova tempesta dei mercati

La BCE accende i riflettori su acquisti bond

Già un mese fa la decisione di riattivarli non era stata unanime. Il Governo greco accelera il piano di privatizzazione. Salgado: «La Spagna non è mai stata sull'orlo di un salvataggio»

FRANCOFORTE - Nel pieno della nuova tempesta dei mercati giovedì torna a riunirsi il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, dove si rischia di finire «alla conta» sul programma di acquisti di titoli di Stato. E' stato riattivato appena un mese fa per contrastare tensioni che da alcune settimane hanno preso di mira anche le emissioni di Italia e Spagna, dopo aver bersagliato per mesi quelle di Grecia, Irlanda e Portogallo, fino ad impossibilitare questi tre paesi a reperire rifinanziamenti sul mercato e costringendoli a chiedere piani di aiuto di Unione europea e Fondo monetario internazionale. Gli acquisti sui bond erano partiti oltre un anno fa, nella fase più acuta della crisi sulla Grecia, per poi ridursi fino a restare fermi per molte settimane. La prospettiva di un contagio della crisi a Italia e Spagna ha però finito per convincere i banchieri centrali a riattivare il meccanismo, ad inizio agosto.

Tuttavia la decisione non era stata presa all'unanimità, ma a maggioranza, sebbene «schiacciante», aveva precisato il mese scorso il presidente della Bce Jean-Claude Trichet. La Bce non fornisce dettagli su chi voti cosa nelle riunioni del suo direttorio, di cui fanno parte i governatori di tutte le banche centrali nazionali dell'area euro. Diverse indiscrezioni di stampa avevano riportato che ad opporsi sarebbero stati l'esponente della Germania e quello di almeno un paese Benelux, si presume l'Olanda. Il trascinarsi dei problemi potrebbe però veder aumentare la fronda dei contrari, anche se si tratta di uno scenario ipotetico.

Eloquenti sono stati però gli avvertimenti lanciati questa settimana dal futuro presidente della Bce, Mario Draghi: i sostegni di Francoforte ai bond non devono esser dati per scontati. Sono misure temporanee, volte a garantire il corretto funzionamento dei mercati, e soprattutto, ha puntualizzato il governatore della Banca d'Italia, non devono trasformarsi in un modo con cui eludere quello che è necessario fare per risolvere alla radice la crisi sui debiti pubblici: risanare i bilanci. Su questo la Bce martella da mesi in maniera sempre più insistente i governi, richiamandoli ad attuare gli aggiustamenti dei conti il prima possibile, e raccomandando di concentrarsi su riduzioni della spesa pubblica. Se a Francoforte si dovessero percepire segnali di allentamento dell'impegno su questo fronte, le resistenze a proseguire con gli acquisti di bond si potrebbero rafforzare. E un crescente dissenso in seno alla Bce su queste operazioni rischierebbe di alimentare a sua volta le tensioni di mercato.
Ad ogni modo la scorsa settimana, mentre le tensioni sui titoli di stato si stavano ricreando, la Bce ha comunque aumentato i suoi acquisti, a oltre 13 miliardi di euro dai 6,6 miliardi della settimana precedente. Sui titoli di Stato le tensioni si evidenziano con aumenti dei rendimenti, che sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: se questo cala i tassi retributivi ne risultano aumentati. Oggi, secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbero proprio manovre della Bce dietro all'arresto dell'ampliamento dei divari di rendimento (spread) tra i Btp decennali dell'Italia e i Bund della Germania, paese ritenuto tra i più solidi e che quindi viene preso come riferimento per le emissioni dell'area euro.

Sembra invece ora in secondo piano il tema che nei mesi scorsi era in cima alle preoccupazioni della Bce: l'inflazione. Nei mesi passati l'istituzione monetaria ha operato due rialzi dei tassi di interesse, dall'1 all'1,5 per cento mentre i rincari del petrolio sembravano portare verso una fase di protratti aumenti dei prezzi. Ma ora il quadro appare repentinamente mutato, mentre si moltiplicano i segnali di rallentamento della ripresa economica, dinamica che potrebbe frenare anche il caro vita e portare la Bce a rivedere i toni della sua retorica anti inflazionistica, e così le attese dei mercati su eventuali futuri rialzi dei tassi che ora appaiono meno scontati.

Il Governo greco accelera il piano di privatizzazione - Il governo greco ha deciso di accelerare l'avvio del suo programma di privatizzazioni, con il trasferimento, domani, al Fondo creato ad hoc per realizzare l'ambizioso piano di una prima serie di asset da vendere nel 2011. Lo ha annunciato oggi il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos.
Il Fondo sarà «immediatamente» incaricato di negoziare l'estensione della concessione all'aeroporto di Atene, la vendita di partecipazioni pubbliche nelle compagnie di gas Depa e petrolifera Helpe e di un primo gruppo di immobili, ha precisato il ministro.

Salgado: «La Spagna non è mai stata sull'orlo di un salvataggio» - La Spagna non è mai stata sul punto di aver bisogno di un salvataggio finanziario anche se la Bce ad agosto è dovuta intervenire per comprare il suo debito: è quanto ha detto oggi il ministro dell'Economia di Madrid, Elena Salgado.
«Mai in nessun momento siamo stati sul punto di dover essere soccorsi. Noi, come gli altri Paesi, abbiamo sofferto nel mese di agosto di tensioni sul mercato del debito e ciò ha provocato l'intervento della Bce ma eravamo lontani da una situazione che richiedesse un salvataggio», ha dichiarato il ministro alla radio nazionale spagnola (Rne).
Ieri Ignacio Fernandez Toxo, il leader di Comisiones Obreras (Ccoo), uno dei principali sindacati spagnoli, aveva dichiarato che il capo del governo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, ad agosto aveva ammesso che il Paese era «sull'orlo del baratro» al punto da aver bisogno di un «salvataggio». Ma lo stesso Toxo oggi ha fatto marcia indietro, dichiarando alla radio Onda Cero di essersi sbagliato e di aver usato «due parole» mai pronunciate dal capo del governo.