30 agosto 2025
Aggiornato 04:30
Parigi e Berlino rassicurano

Atene: Restiamo nell'euro

Dalla Merkel un avvertimento alle agenzie di rating: «Non ci toglieranno libertà giudizio»

ATENE - Archiviato positivamente il contenzioso sul versamento di una nuova tranche di aiuti alla Grecia, resta sul tavolo l'articolato problema dell'approntare un nuovo piano di sostegni al paese che consenta di prolungare le coperture a tutto il 2014. Uno degli aspetti più complessi è quello della partecipazione su base volontaria dei privati, in particolare delle banche detentrici di bond greci, ai nuovi sforzi in sostegno del paese. Su questo domani torneranno a svolgersi incontri, stavolta a Parigi, tra i rappresentanti delle banche e autorità europee. Secondo il Financial Times si profila un ammorbidimento dei termini di rinnovo a scadenza dei bond greci (rollover), il meccanismo con cui materialmente si effettuerebbe questo contributo volontario dei privati.

Intanto messaggi rassicuranti oggi sono giunti sia dalla Grecia che dalle due maggiori economie dell'area euro, Germania e Francia. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos ha affermato a Cnbc che l'euro è una scelta irreversibile del paese, che non intende abbandonare la valuta comunitaria. Il neo ministro delle finanze Francese, Francois Baroin, che ha sostituito Christine Lagarde andata a guidare il fondo monetario internazionale, ha ribadito che l'unione valutaria farà «tutto il necessario» per evitare una insolvenza sui pagamenti dei paese.

Intanto il loro omologo tedesco, Wolfgang Schaeuble è andato a difendere di fronte alla Corte costituzionale tedesca a difendere la legalità dell'intervento di aiuto, a fronte di trattati europei che teoricamente vieterebbero i salvataggi di paesi dell'area valutaria. Si spera che i giudici costituzionali tedeschi chiudano un occhio, perché ci manca solo che il prossimo autunno - per allora è attesa la loro sentenza dietro istanze avviate da alcuni euroscettici - saltino fuori con qualche decisione che mandi a gambe all'aria il precario meccanismo di sicurezza Ue (di cui la Germania è il primo contributore).

A favorire la tensione bastano i declassamenti o le minacce di declassamento dalle agenzie di rating, contro cui oggi si è scagliata la cancelliera tedesca Angela Merkel. Gli Stati e le organizzazioni internazionali «non si lasceranno privare dalla loro libertà di giudizio» dalle decisioni questi enti, ha detto. Questo dopo che ieri Standard & Poor's ha affermato che potrebbe equiparare lo schema di partecipazione dei privati agli aiuti alla Grecia ad una insolvenza sui pagamenti, di fatto sollevando incognite su questa strada.