17 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Vertenze lavoro

Salvati gli stabilimenti italiani dell'Alcoa

La scorsa notte firmato l'accordo al Ministero dello sviluppo. Fim-Cisl: «Risultato storico»

ROMA - La scorsa notte, al ministero dello Sviluppo economico, Fim, Fiom e Uilm e Alcoa hanno sottoscritto l'accordo sul piano industriale al termine di sette mesi di quella che secondo il sottosegretario Gianni Letta è stata una delle vertenze «più dure e difficili mai affrontate». Lo riferisce la Fim-Cisl.

L'accordo sul piano industriale prevede il cambio di rotta dell'azienda che aveva annunciato l'intenzione di voler lasciare l'Italia; un piano che nel breve periodo consolida i due stabilimenti di Portovesme Fusina e mira da subito a costruire prospettive di lungo periodo e non determina esuberi garantendo gli assetti occupazionali; la ricerca di condizioni di competitività dei costi energetici attraverso una molteplicità di strumenti tariffari e industriali: la sospensione temporanea del primario dello stabilimento di Fusina, garantendo le condizioni di manutenzione e l'impegno ad una ricerca di sostenibilità di prospettiva che ne consenta il riavvio; la garanzia di un percorso di consolidamento dei contratti atipici e l'avvio di una procedura di mobilità esclusivamente per i lavoratori che volontariamente volessero optare per lo scivolo verso il pensionamento.

Il piano assicura 94,6 milioni di euro (60 a Portovesme e 34,6 a Fusina), investimenti che rendono credibile la conferma di Alcoa di voler rimanere nel nostro paese accrescendo la sua competitività, innovando il processo e attestandosi su produzioni di prospettiva nel settore dell'alluminio; e la rinuncia da parte di Alcoa ad avviare la cassa integrazione, come invece aveva tentato di fare a novembre.

«La firma unitaria - commenta Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim - ha spazzato via le fughe all'indietro di chi per non assumersi responsabilità voleva lasciare agire indisturbata la multinazionale americana che è stata invece costretta dal sindacato italiano dei metalmeccanici ha rivedere le sue posizioni. Questo accordo è un risultato storico».