15 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Lavoro & Occupazione

Fammoni (Cgil): è ora di agire

«I dati dell'ISTAT sono purtroppo in continuo peggioramento, nonostante il più ampio ricorso agli ammortizzatori sociali»

ROMA - «La dura realtà dei fatti alla lunga supera ogni tipo di propaganda: adesso siamo ad uno snodo chiave è il momento delle responsabilità e delle azioni concrete». E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito alla rilevazione sulle forze di lavoro per il terzo trimestre dell'anno diffusa oggi dall'Istat.

Un'analisi, rileva il dirigente sindacale, che «fotografa gli effetti reali della crisi sull'occupazione che si era cercato di nascondere dietro un ingiustificato ottimismo di facciata». Ma soprattutto, aggiunge, «sono dati purtroppo in continuo peggioramento, nonostante il più ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, con centinaia di migliaia di persone tutti i mesi in cassa integrazione, e che confermano le tendenze negative per il lavoro nel 2010».

Inoltre, sottolinea il segretario confederale Cgil, «la fine dell'anno e la scadenza di tanti contratti temporanei, già costantemente calati, è un campanello ulteriore di allarme a cui va aggiunta la forte tendenza alla riduzione che si sta verificando nel nocciolo duro dell'occupazione italiana,ovvero i dipendenti uomini a tempo indeterminato, e alle vere e proprie emergenze nazionali per quanto riguarda il mezzogiorno e l'occupazione giovanile». Secondo Fammoni «molte imprese sono ancora a rischio chiusura, altre usano impropriamente la crisi per ristrutturare, altre stanno programmando la propria attività futura sulla base di una previsione di produzione piatta. Per questo occorrerebbe da subito produrre il massimo sforzo per prolungare le tutele e ampliarle a chi ne è privo, così bloccare i licenziamenti e far ripartire la produzione e lo sviluppo in maniera consistente. Ma se l'obiettivo centrale per lo sviluppo è non chiudere imprese e non perdere lavoro- conclude Fammoni - la inadeguatezza della Legge Finanziaria, che oggi sarà approvata con l'ennesimo voto di fiducia, è sotto gli occhi di tutti».