23 giugno 2024
Aggiornato 03:30
Precari: lavorano soprattutto al sud

«Confermata da Cgia Mestre emergenza precarietà»

Lo afferma in una nota Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro nel governo ombra

«I dati della Cgia di Mestre confermano l'emergenza precarietà e indicano un aumento, negli anni, di questa forma di lavoro. Questo problema è stato alla centro delle politiche del mercato del lavoro del governo Prodi». Lo afferma in una nota Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro nel governo ombra.

«Non a caso - aggiunge - lo sconto sul costo del lavoro, la così detta diminuzione del cuneo fiscale che produce risparmi strutturali pari a 5 miliardi di euro su base annua a vantaggio delle imprese, agisce come incentivo esclusivo per il lavoro a tempo indeterminato. Lo stesso significato era legato alla scelta del credito d'imposta per l'incremento del lavoro femminile nelle aree svantaggiate, soprattutto nel mezzogiorno. Queste iniziative sono state contraddette dalle scelte del governo Berlusconi che ha nuovamente allargato il ventaglio dei lavori flessibili e non applicato il credito d'imposta.
Oggi, di fronte alla crisi, si pone il problema di estendere gli ammortizzatori sociali alle piccole imprese e al lavoro precario».

«Il Partito Democratico - continua Damiano- intende favorire questa scelta, anche con l'utilizzo di nuove risorse aggiuntive e si rende disponibile ad un confronto immediato con le proposte del governo. L'emergenza deve consentire una correzione di rotta che aiuti la stabilizzazione del lavoro.
A questo proposito, negativa è stata la scelta del ministro Brunetta di cancellare la normativa del governo Prodi tesa a superare al precarietà nel pubblico impiego. Questa scelta aggiungerà nuova disoccupazione a quella già esistente e trasformerà quei lavoratori in neo assistiti, con grave danno per il funzionamento della pubblica amministrazione».

«Come dimostra l'indagine della Cgia di Mestre, oggi il lavoro precario rappresenta circa il 12% del totale dell'occupazione, dato sostanzialmente allineato al resto dell'Europa. Quello che preoccupa è il trend di crescita di questi rapporti di lavoro che rappresentano ormai oltre il 50% delle nuove assunzioni. E' su questo punto - conclude l'esponente del Partito Democratico- che bisogna intervenire rapidamente per invertire la rotta a vantaggio del lavoro a tempo indeterminato».