Brunelleschi: «Filcem Firenze, dalla crisi allo sviluppo»
Nella conferenza stampa che è seguita all’assemblea è stato spiegato il protocollo e l’allegato Piano Industriale che pongono le basi per l’uscita da un lungo stato di crisi
Oggi,mercoledì 8 ottobre 2008, la RSU della «Ceramiche Brunelleschi» e la FILCEM CGIL hanno presentato ai lavoratori nell’assemblea appositamente convocata il protocollo che sancisce il trasferimento della Fabbrica dalle Sieci alla Massolina nel Comune di Pelago; erano stati invitati all’assemblea i Sindaci di Pontassieve, Mairaghi, di Pelago, Ulivieri, che sono intervenuti. Nella conferenza stampa che è seguita all’assemblea è stato spiegato il protocollo e l’allegato Piano Industriale che pongono le basi per l’uscita da un lungo stato di crisi, attraverso un graduale processo di sviluppo, di crescita occupazionale e delle professionalità esistenti, elevando la qualità dei prodotti, con l’obiettivo di penetrare mercati di gamma alta.
Nei mesi scorsi era cresciuta l’apprensione nei lavoratori poiché la realizzazione del nuovo stabilimento, da tempo prevista in località Salceto, nel Comune di Rignano, registrava l’insorgere di difficoltà proprio da parte di quella Amministrazione Comunale. L’impegno del Comune di Pontassieve e la rapida sinergia con il Comune di Pelago, che creava la condizione di disponibilità per la Brunelleschi del sito della ex Altaeco alla Massolina, hanno dato il via al percorso di trasferimento. I tempi per arrivare al trasferimento della Fabbrica, erano scaduti da tempo, per la inconciliabilità di quella vecchia struttura con la possibilità di produrre bene, in ambiente sicuro per la salute ed i rischi infortunistici, e per realizzare nuove produzioni di qualità e nella quantità richieste dagli ordinativi che stanno sopraggiungendo.
«Da questa vicenda, positiva nei fatti e negli auspici, vorremmo, ha dichiarato Luca Paoli, Segretario provinciale della FILCEM CGIL di Firenze, che fossero tratte poche significative considerazioni: Si salvano e si rilanciano le attività manifatturiere se si realizza l’incontro fra una imprenditoria capace di rischiare innalzando la qualità delle produzioni, e istituzioni che, riconoscendo questo valore, sappiano condizionare lo sviluppo urbanistico, abitativo, commerciale ed ambientale anche con i luoghi dove si produce la ricchezza. I lavoratori ed il sindacato, che ora vigileranno affinché si rispetti quanto sottoscritto, quando possono misurarsi, dimostrano impegno a sollecitare tali processi e a contribuirvi attivamente.»
Sergio Pestelli, della Segreteria CdLM Firenze, ha aggiunto : « un impegno analogo lo si attende dal Comune di Rignano dove resta aperta l’opportunità di un insediamento industriale e di altra tipologia commerciale e produttiva con conseguenti opportunità di nuova occupazione. Un caso positivo, ha sottolineato Sergio Pestelli, quello della Brunelleschi, altrettanto quanto quello concretizzatosi con la vicenda Electrolux: Queste due vicende rappresentano la faticosa concretizzazione dell’innovativo Patto per lo Sviluppo, stipulato a Firenze fra associazioni imprenditoriali, sindacati ed istituzioni.»
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