Ranucci a Governo: «Che iniziative sta prendendo per Videocon di Anagni e i suoi 1400 dipendenti?»
Presentata interrogazione dai Senatori del Pd Raffaele Ranucci, Luigi Zanda e Vincenzo Vita
«Quali iniziative vuol assumere il Governo per scongiurare la chiusura della Videocon, storica azienda di Anagni, che impiega 1400 addetti oltre all’indotto che insiste sulla Provincia di Frosinone?». Lo chiedono in un'interrogazione rivolta al ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e al ministro del lavoro Maurizio Sacconi, i senatori del Pd Raffaele Ranucci, Luigi Zanda e Vincenzo Vita.
Il governo dovrebbe fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare e, si legge nell'interrogazione, «vista la su gravità, istituire una Commissione d’Inchiesta per la vicenda Vdc Technologies».
«La Società Thomson - spiega Ranucci - il 1 marzo 2005 ha ceduto le attività produttive del sito di Anagni alla multinazionale indiana Videocon, impegnando fondi propri per facilitare la riconversione industriale e garantire i livelli occupazionali. La Videocon aveva anche condizionato l’investimento sul sito industriale di Anagni all’autorizzazione ad un insediamento industriale assistito da contributo pubblico per la produzione di televisori Tft-LCD a Rocca d’Evandro (in Campania) per il quale recentemente l’Ue ha espresso parere positivo. Nel maggio del 2005 presso il Ministero dello Sviluppo Economico il Governo, la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, il Comune di Anagni e le Parti Sociali hanno stilato un Protocollo di Intesa per la realizzazione di un programma di riorganizzazione produttiva dello stabilimento Videocolor di Anagni e a difesa dei livelli occupazionali. Nel luglio 2007 il Ministero e la Regione Lazio hanno siglato il Contratto di Programma. Nell'aprile del 2008 sono stati resi disponibili i contributi del Governo e della Regione Lazio relativi al primo Stato di Avanzamento Lavori».
«Il Presidente della Videocon, Bradip Dhoot, durante l'incontro del 20 giugno - al quale erano presenti anche i delegati del Ministero dello sviluppo economico, della Regione Lazio e i sindacati di categoria - annunciava la non adesione al Contratto di Programma perché nel frattempo erano venute meno le condizioni di mercato per far decollare ad Anagni la produzione degli schermi al plasma. Di conseguenza la non adesione dell’azienda al Contratto di Programma comportava la non esigibilità da parte della stessa del primo Stato di Avanzamento Lavori. Il 20 giugno - continua Ranucci - il Presidente della Videocon ha inoltre assunto l’impegno, in seguito all’invito avanzato dai rappresentanti del Governo, della Regione Lazio e della Provincia di Frosinone, a non intraprendere azioni unilaterali atte a modificare l’attuale assetto aziendale. A luglio scorso - spiega ancora Ranucci - si è svolto un incontro fra il Presidente della Videocon e il Presidente della Provincia di Frosinone, Scalia, durante il quale Dhoot ha annunciato la presentazione di un nuovo Piano Industriale entro il mese di ottobre 2008. Il licenziamento di 1400 lavoratori, ove chiudesse lo stabilimento, determinerebbe una difficilissima situazione per le famiglie e per il territorio».
«E' quindi indispensabile verificare entro brevissimo tempo i contenuti del nuovo Piano Industriale promesso dal presidente Dhoot, scongiurare soluzioni industriali che coinvolgano il sito di Rocca d'Evandro e che non siano strettamente collegate legate allo sviluppo industriale dello stabilimento di Anagni e al reinserimento complessivo dei lavoratori della Vdc Technoligies. E' anche per questo indispensabile - conclude Ranucci - capire se e come il governo si sta interessando alla vicenda».
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