5 febbraio 2023
Aggiornato 17:30
MotoGP

Marquez: «Per questo Mondiale stavo perdendo i capelli»

Un inizio di stagione complicato, segnato da «stress e nervosismo», poi il rilancio e lo scontro finale con Dovizioso: Marc racconta il 2017 che gli ha regalato il quarto titolo nella classe regina

VALENCIAMarc, innanzitutto complimenti. C'è stato un momento in questo anno così duro in cui hai capito che potevi rivincere il titolo?
È stato un anno di alti e bassi per tutti, e la prima metà per me è stata difficile. A un certo punto pensavo fosse quasi impossibile. Ma quando intorno a te c'è un grande team, ti aiuta a uscire dal baratro e a ritrovare lo stile del solito Marc, quello di sempre. Dal Montmelò ho cambiato la mentalità e qualche dettaglio della moto e da lì ho ritrovato il mio solito livello e la gioia di correre.

Ti ha aiutato anche la tua parrucchiera, vero?
Sì, ci sono andato dopo il Montmelò e lei mi ha chiesto: «Che succede, stai bene Marc?». E io le ho risposto: «Sì, perché?». «Perché hai iniziato a perdere i capelli». Lì per lì mi sono spaventato, perché ho solo 24 anni e non vorrei finire calvo. E poi mio nonno e mio padre hanno ancora i capelli! Così sono andato dal medico, Angel Charte, e lui mi ha detto: «Devi cambiare mentalità, assorbire i problemi in modo diverso. Stai creando dentro di te troppo stress e nervosismo». E l'ho fatto: ho cambiato il modo di stare in moto ma sono anche riuscito ad affrontare le difficoltà diversamente.

E ora i capelli mi sembrano a posto!
Ancora non al 100%, ma stanno migliorando, e spero che durante l'inverno tutto torni alla normalità.

Parliamo di gare: qual è stata la più difficile della stagione per te?
Tutte, ma il mio approccio è stato sempre lo stesso: dare il massimo fin dall'inizio. Non mi piace partire piano in prova e poi attaccare. Io faccio il contrario: attacco in prova e poi controllo in gara. Il GP di Valencia è stato durissimo, per via della pressione. Ero più rigido in moto, ma sono riuscito ad essere il solito Marc: salvare un'altra caduta e vincere il titolo davanti ai miei fan.

A inizio anno il tuo rivale designato sembrava Maverick Vinales, invece si è rivelato Andrea Dovizioso...
Questa è la MotoGP. Siamo in un Mondiale, con i piloti migliori, più talentuosi ed esperti, e tutti possono puntare al titolo. Quando mi chiedevano dei miei rivali più pericolosi parlavo sempre di Maverick, Dani, Valentino, forse Lorenzo. Mai di Dovi. Ho imparato che devi badare a tutti: all'inizio sembrava Maverick il più veloce, ma alla fine Dovi è stato il più costante e completo. E lottare con lui è stato allo stesso tempo difficile e bello.

Avete messo in scena dei testa a testa pazzeschi!
Sì. Io e Dovi abbiamo un bel rapporto, nel paddock siamo amici, ma in pista non esistono amicizie. Cerchiamo di rispettarci, ma lottiamo al limite, carena contro carena, gomito a gomito, dando sempre il 100%. Abbiamo fatto due bei duelli e lui li ha vinti entrambi, sia in Austria che in Giappone, due piste dove ho faticato. Anche lui si meriterebbe di stare seduto su questa sedia, perché ha disputato una stagione incredibile.

24 anni, 4 Mondiali di MotoGP: come ci si sente? Sarai enormemente orgoglioso...
Sì, ovviamente sono orgoglioso e felice. È un momento felice, un sogno, e la cosa più importante per me è godermelo. Ma tengo i piedi per terra. Quest'inverno penserò a festeggiare, ma dal 1° gennaio inizia una nuova stagione. Fino al 31 dicembre sono il campione del mondo, poi ritornerò un pilota come gli altri che lotta per il titolo.

La tua famiglia ha giocato un ruolo importante. Persino tua mamma ha scambiato due parole con Johann Zarco...
La famiglia e anche gli amici. Ho 24 anni e finora tutto è andato bene, quindi non voglio spostare alcun pezzo della mia vita. La mia famiglia spesso viene alle gare e mio papà quasi sempre. Non lo sapevo, ma sabato mia mamma ha incrociato Zarco nel paddock. È bello scherzare insieme, ma in pista si lotta. E avete visto che me la sono giocata con Johann anche se correvo per il titolo. È normale. Da un pilota come lui, che aveva l'opportunità di vincere il suo primo GP, mi aspettavo quell'aggressività.

Il tuo team è una seconda famiglia, ma quest'anno gli hai fatto fare gli straordinari. Ti piacerebbe stare dalla loro parte?
Loro sono incredibili, la mia famiglia da corsa, uno dei motivi principali per cui sono Marc, con questo carattere in pista. Mi sostengono sempre. Quest'anno sono caduto 27 volte, ma non si sono mai lamentati, anzi insistevano perché spingessi. E questo rapporto speciale all'interno del box mi dà grande fiducia.