7 luglio 2020
Aggiornato 11:00
MotoGP

Corgnati: Comunque vada, il vero vincitore è Dovizioso

Anche se Marc Marquez sembra involarsi verso il sesto titolo, l'impresa dell'anno l'ha compiuta Andrea, trasformandosi con pieno merito da brutto anatroccolo a pezzo pregiato del Motomondiale

ROMA – Non sappiamo ancora come andrà a finire domenica la lotta tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Certo, la missione di Dovi sembra quasi impossibile: sono pochi i precedenti di rimonte all'ultima gara e nessuno partendo da 21 punti di divario. Al pilota di Forlì non resta che crederci, vincere, e sperare in un colpo di sfortuna del suo rivale. Ma, comunque vada, siamo sicuri che questa stagione 2017 sarà consegnata agli annali più per l'impresa di Dovizioso che per l'eventuale sesto titolo di Marquez. Perché è lui la vera sorpresa di questa stagione: è riuscito a fare qualcosa che nessuno si aspettava, ovvero trasformarsi nel pilota del momento dopo essere stato per anni il brutto anatroccolo, l'eterna promessa mai mantenuta.

Seconda giovinezza
E promessa lui lo era senz'altro, ai tempi in cui debuttò nella classe regina, con alle spalle un Mondiale in 125, e riuscì subito a farsi notare su una Honda satellite, tanto da essere preso nella squadra ufficiale. Ma lì si limitò a vincere una gara, arrivando sempre vicino a diventare uno dei big del Motomondiale ma senza mai riuscirci del tutto, e venendo costantemente battuto dai suoi compagni di squadra, prima Dani Pedrosa e poi Casey Stoner. Dovette ricostruire la sua carriera partendo da una Yamaha satellite: ci riuscì e fu preso dalla Ducati, dove però fu costretto a subire altri anni di purgatorio, con una moto ancora non vincente. Nel 2017, alla non più tenera età di 31 anni, invece, è riuscito a compiere il grande salto quando nessuno più se lo aspettava da lui: anzi, era il numero due designato, dopo l'arrivo in pompa magna del suo nuovo compagno di squadra Jorge Lorenzo, e dopo aver rischiato addirittura di rimanere a piedi, spodestato da Andrea Iannone.

La ricetta del successo
Invece ce l'ha fatta, senza bacchette magiche ma con il duro lavoro: sia sulla moto, che negli anni ha conosciuto in ogni suo dettaglio (punti deboli, punti forti e soprattutto soluzioni per rimediare ai limiti tecnici), e su se stesso, riuscendo ad acquisire quella grinta e aggressività che hanno completato il quadro con l'intelligenza analitica e la capacità di leggere le fasi di gara, che invece non gli erano mai mancate. Così è diventato veramente uno dei piloti più forti della MotoGP, tanto da riuscire a vincere sei gare e per lo meno uguagliare il numero di successi di Marquez, cosa che dal debutto dello spagnolo nella classe regina era riuscita solo a Lorenzo nell'anno in cui lo battè nella corsa al titolo.

Aumento di stipendio
Insomma, Dovizioso si è guadagnato, con merito, questa posizione di forza che farà valere quando dovrà ridiscutere il contratto: che si tratti di rinnovare con la Ducati o di passare ad un altro marchio. Alla Yamaha prima e alla Honda poi è stato accostato dalle indiscrezioni delle ultime settimane, a conferma che quello che è riuscito a compiere lo ha trasformato in uomo mercato, pezzo pregiato da contendersi. E a noi italiani questo non può fare che piacere: abbiamo scoperto di avere un nuovo fenomeno su cui fare affidamento, che siamo sicuri nei prossimi anni non smetterà di darci soddisfazioni. Grande Dovi!