22 febbraio 2024
Aggiornato 06:30
MotoGP | Gran Premio d'Australia

Beltramo: Marc fa il Marquez, Dovizioso fatica se cade

A Phillip Island il Cabroncito sta guidando come sa: primo sia ieri che in tutti i turni di oggi, comprese le qualifiche che gli hanno portato la pole position numero 44 in MotoGP. Andrea invece è soltanto undicesimo: è scivolato nelle ultime prove libere e non è riuscito a ritrovare subito fiducia

MILANO – Anche le qualifiche del Gran Premio d'Australia dicono Marc Marquez: «Ha conquistato la quarantaquattresima pole su ottantotto Gran Premi in MotoGP, la settantaduesima in assoluto – racconta il nostro Paolo Beltramo – Primo ieri, primo nelle terze prove libere bagnate dopo una scivolata, primo nelle quarte prove libere, primo nelle qualifiche: qui sta facendo il Marquez. Caduto solo una volta sul bagnato, poi è stato capace di essere immediatamente veloce. Secondo Maverick Vinales, a 333 millesimi con la migliore delle Yamaha: qui aveva strabiliato nei test di febbraio, ma non è più riuscito ad ottenere lo stesso feeling con la moto, che è cambiata molto. Ma cercherà di rendere la vita dura a Marquez, magari di mantenere il suo difficilissimo sogno mondiale ancora aperto. Terzo Johann Zarco, che non ci stupisce più là davanti sul giro secco, quarto Andrea Iannone, che ha fatto bene a seguire Marquez nel primo dei suoi giri migliori ed è riuscito a riportare davanti la Suzuki».

Rossi e Dovizioso inseguono
A parte il Maniaco, però, i colori italiani non hanno molti motivi per sorridere: «Valentino Rossi ha guadagnato qualche buona posizione, piazzandosi settimo, ma non è completamente soddisfatto – prosegue Paolone – Un po' più vicino, a otto decimi, ma non si sente ancora in grado di stare con i primi: vediamo, perché c'è sempre la possibilità di migliorare ancora la moto e bisogna capire cosa succederà con le condizioni meteo. Stavolta nessuna Ducati nei primi dieci: Andrea Dovizioso è soltanto undicesimo. Scivolato nelle ultime prove libere al rampino lento, non è riuscito a ritrovare immediatamente la fiducia. Ci sono piloti, ha spiegato, che come Marquez fin da bambini trovano normale cadere per trovare il ritmo, mentre per Dovi è il contrario: una questione di approccio differente, che non si può imparare a cambiare».