11 maggio 2021
Aggiornato 05:00
Calcio | Serie A

La Juve batte il Milan a San Siro e si rilancia per lo scudetto

Doppietta di Chiesa e tris di McKennie: ai rossoneri (primo k.o. dopo il lockdown) non basta il momentaneo pari di Calabria. Pirlo a -7 da Pioli: «Ritrovato lo spirito di una squadra che vuole comandare»

La Juve batte il Milan a San Siro e si rilancia per lo scudetto
La Juve batte il Milan a San Siro e si rilancia per lo scudetto ANSA

La Juventus batte 3-1 il Milan, si rilancia nella lotta scudetto e infligge ai rossoneri il primo ko in campionato, ponendo fine a un'imbattibilità che durava da 27 partite. Grande protagonista della notte di San Siro Federico Chiesa, che realizza una splendida doppietta (18' e 62') dopo aver colpito un palo al 16'. In mezzo il meritato pareggio di Calabria (41'). Il tris bianconero confezionato dalla panchina, con Kulusevski che serve a McKennie il pallone che chiude il match.

Pirlo: «Ritrovato lo spirito di una squadra che vuole comandare»

«Era importante per noi stessi, non abbiamo guardato i risultati di quelle che ci stavano sopra perché eravamo attenti e concentrati su quello che dovevamo fare noi, l'abbiamo fatto bene». Così Andrea Pirlo commenta il successo della Juve a Milano contro il Milan. «Noi guardiamo partita dopo partita - continua - e poi tra qualche mese vedremo dove saremo. Però era importante la partita da giocare questa sera soprattutto per cercare questo spirito, lo spirito di una squadra che vuole comandare, venire in un campo così importante contro la prima in classifica a giocarsi la partita».

Grande protagonista del match contro il Milan è stato Chiesa, autore di una doppietta e fondamentale nel contenimento di Theo Hernandez: «Sì, ma il suo ruolo è quello, lo abbiamo comprato per cercare di trovarlo nell'uno contro uno negli ultimi 30 metri, quindi quello lo fa benissimo. A volte gioca a destra, a volte a sinistra per necessità, però il suo ruolo non cambia durante la partita. La sua posizione era fondamentale per costringere Theo a stare basso e a preoccuparsi della fase difensiva contro un giocatore veloce e bravo nell'uno contro uno».

Poi sul gol del pareggio del Milan: «Lì c'è da fischiare il fallo di punizione, prima di tutto. Prima di tutto il fallo e il gioco deve essere fermato. Poi dopo vengono gli errori della squadra. Danilo in quel momento deve essere più aggressivo perché deve essere pronto a fare una preventiva alti, però anche il resto della squadra non era messa benissimo, quindi quando non sei messo bene anche la pressione deve essere diversa. Se ti accorgi di essere in ritardo devi cominciare a scappare e a posizionarti meglio. Però nasce tutto da un fallo non fischiato».

Sulla sostituzione di Bentancur, a rischio rosso: «Sì, abbiamo fatto una buona partita, Rabiot veniva da due partite di squalifica, quindi era bello fresco, aveva voglia di giocare e quando è in queste condizioni è capace di fare box to box. Sappiamo le sue caratteristiche e quando è in questa condizione può fare qualsiasi cosa. Non sa neanche lui quante potenzialità ha ancora da esprimere quindi cerchiamo di migliorarlo partita dopo partita. Bentancur era stanco e visto che stava rischiando di prendere il secondo giallo siamo stati svelti a toglierlo».

Pioli: «Tante assenze ma non abbiamo perso l'identità»

«La partita è stata equilibrata, in alcuni momenti hanno fatto meglio di noi, così come noi abbiamo fatto meglio in altri momenti. Il 2-1 ha indirizzato la gara» così il tecnico del Milan, Stefano PIoli a Sky sport dopo il match di San Siro. Sui gol presi dice: «In qualche situazione difensiva si poteva fare meglio, non siamo riusciti a sfruttare qualche recupero alto nel primo tempo. L'episodio del 2-1 ha cambiato l'inerzia della partita e poi non siamo più riusciti a riprenderla».

Tante Assenze «Sette assenze sono tante, non abbiamo perso l'identità. Gli episodi e la qualità degli avversari hanno fatto la differenza. Sul 2-1 stavamo forse tenendo meglio il campo di loro».

Sulla vigilia: «La squadra poteva spaventarsi, ha saputo stanotte che sarebbero mancati altri due giocatori. Non ha avuto paura. Abbiamo certi valori, abbiamo tenuto il campo bene. La Juventus ha vinto nove scudetti, ha grande qualità, ma abbiamo tenuto testa con convinzione e forza. La loro qualità ci ha penalizzato sui gol, anche se potevamo essere più attenti».

Sulla sconfitta: «Era tanto che non vivevamo le brutte sensazioni di una sconfitta, gli ho dato una pacca sulla spalla, se lo meritavano. Non ci devono essere rimpianti dopo una gara così, testa alta, la partita l'abbiamo fatta e tra tre giorni dobbiamo tornare in campo». Sulla mentalità aggiunge: «Giochiamo ogni singola partita con convinzione, mi auguro di ritornare ad avere più possibilità di scelta e certi giocatori importanti. Il fatto di aver mantenuto l'intensità senza certi giocatori ci deve dare grande convinzione».

Su Leao dice: «Sta crescendo tanto, stasera ha tenuto sempre in ansia la difesa avversaria. Nella cattiveria può fare passi in avanti, li farà e li sta facnedo. Sta lavorando per la squadra come non aveva mai fatto, è un segno della sua crescita e disponibilità. Ha grandissima potenzialità, continuerà a crescere». Su Calhanoglu: «Anche stasera ha dimostrato di essere un giocatore di alto livello. Un giocatore della sua capacità balistica deve cercare la conclusione».

Infine Ibrahimovic: «Sta meglio, la prossima partita è tra tre giorni. Credo che a Cagliari ci sarà, mi auguro di ritrovare altri giocatori. Per sabato valutiamo».