21 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
Calcio | Serie A

La carriera da allenatore di Andrea Pirlo inizia col piede giusto

Nella prima giornata di Serie A i bianconeri battono 3-0 la Sampdoria e cominciano la stagione con una vittoria. L'allenatore: «Ci vorrà del tempo per mettere insieme il modo di giocare che voglio io»

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus ANSA

La carriera da allenatore di Andrea Pirlo inizia col piede giusto sulla panchina della Juve. Nella prima giornata di Serie A i bianconeri battono 3-0 la Samp e cominciano la stagione con una vittoria. Allo Stadium il primo tempo è di marca bianconera: Kulusevski sblocca la gara al 13' con un sinistro chirurgico, poi la traversa ferma CR7. Nella ripresa i blucerchiati provano a reagire, ma la Juve controlla la gara senza rischi e chiude il match con Bonucci (79') e CR7 (89').

«Abbiamo fatto un ottimo primo tempo e potevamo segnare qualche gol in più - ha commentato a fine partita -. Nella ripresa abbiamo faticato un po', ma siamo stati lucidi nei momenti decisivi. Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile con la Sampdoria».

Pirlo: «Non voglio copiare nessuno»

Contro i blucerchiati si sono viste le prime idee di calcio di Pirlo come allenatore, ma la strada è solo all'inizio: «Ci vorrà del tempo per mettere insieme il modo di giocare che voglio io. Non voglio copiare nessuno, prenderò spunto dalle squadre che mi hanno impressionato. Non abbiamo tanto tempo, ma già nell'amichevole e contro la Samp si è visto qualcosa di buono. Ci mancano dei giocatori».

Particolare attenzione al centrocampo dove Pirlo è stato un maestro: «Abbiamo quattro centrocampisti centrale che secondo me giocano meglio a due perché non sono playmaker né mezzali. Stiamo provando a giocare in questo modo, difendendoci a quattro e attaccando con un 3+2. Per ora facciamo così, poi quando avremo tutti a disposizione potremo anche cambiare».

Cristiano Ronaldo è un patrimonio da gestire anche in chiave Champions a quasi 36 anni: «Stiamo pensando a come gestirlo, ne abbiamo parlato. In futuro quando avremo partite meno importanti o con risultati già acquisiti lo faremo riposare per averlo al meglio nelle partite che contano di più. Conosce benissimo il suo fisico, sa quando deve fermarsi».