1 giugno 2020
Aggiornato 23:30
Calcio

Il retroscena di Lukaku: «A gennaio all'Inter eravamo tutti malati»

L'attaccante dell'Inter: «23 giocatori su 25 con la febbre, io e Skriniar stavamo svenendo». Il Presidente dell'UEFA, Aleksander Ceferin: «Pronti a giocare negli stadi vuoti»

L'attaccante dell'Inter, Romelu Lukaku
L'attaccante dell'Inter, Romelu Lukaku ANSA

MILANO - «A gennaio eravamo in molti ad essere malati. Un difensore stava per svenire contro il Cagliari» Intervenuto in una diretta Instagram, Romelu Lukaku ha svelato alcuni particolari sulle condizioni di salute dei calciatori dell'Inter prima dell'esplosione del Coronavirus. «A dicembre abbiamo avuto una settimana libera ed al nostro rientro 23 calciatori su 25 erano malati», ha dichiarato il centravanti a Kat Kerkhofs, moglie di Dries Mertens (presente anch'egli nella diretta), attaccante del Napoli. In particolare, Lukaku racconta di un episodio avvenuto durante Inter-Cagliari: «Uno dei nostri difensori (Skriniar, ndr) dopo un po' è stato costretto ad uscire, non poteva andare avanti e quasi svenne. Quasi tutti avevamo tosse e febbre».

«Quel giorno» - prosegue l'ex-Manchester United - «Durante il riscaldamento, sono diventato più caldo del solito e questa cosa mi ha infastidito. Non prendevo la febbre da anni. Dopo quella partita, avevo una cena organizzata con la Puma ma ringraziai e andai a letto. Non siamo stati testati per vedere se avevamo il Coronavirus, non lo sapremo mai con certezza». Lukaku ha ricordato le sue iniziative: «Ho deciso di donare 100.000 euro per l'ospedale di Milano. Prima d'ora non avevo mai fatto cose del genere, non ci avevo mai pensato. Qui in Italia sono stato accolto bene ed è bello supportare le persone in difficoltà».

Ceferin: «Pronti a giocare negli stadi vuoti»

«La priorità è la salute di tifosi, giocatori e dirigenti. Sono ottimista di natura, credo ci siano opzioni che ci possono permettere di ricominciare campionati coppe e portarli a termine. Potremmo dover riprendere senza spettatori, ma la cosa più importante credo sia giocare le partite. In tempi così duri si porterebbe alla gente felicità e un certo senso di normalità anche se le partite saranno solo in tv». Il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, in un'intervista al «Corriere della Sera» spiega che «è presto per dire che non possiamo completare la stagione. L' impatto sarebbe terribile per club e leghe. Possiamo terminare, ma dobbiamo rispettare le decisioni delle autorità e aspettare il permesso per tornare a giocare».

Il calcio d' ora in poi lo vedremo solo in tv. «All' inizio sì - sottolinea - ma è meglio giocare senza spettatori che non farlo affatto. Il calcio riporterebbe nelle case dei tifosi emozioni e gioia di cui hanno disperatamente bisogno». Per le finali di Champions e Europa League «non c' è una data limite per le finali di coppa. Dipende tutto da quando ricominceremo a giocare». Mentre le Nazionali dovrebbero tornare in campo «a settembre».

La serie A potrebbe «riaprire» gli allenamenti il 4 maggio. Secondo Ceferin «tutte le attività si stanno organizzando per ricominciare, tutti hanno bisogno di ritrovare le loro vite. Se le misure di sicurezza verranno rispettate e se le autorità daranno luce verde, gli allenamenti potrebbero riprendere come il resto. Per le gare servirà un ulteriore consenso».

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