27 febbraio 2020
Aggiornato 18:30
Calcio

L'asta per Tonali e le contraddizioni del Milan

Sul talento del Brescia si scatenerà mezza serie A, ma i rossoneri sembrano tagliati fuori. Perchè?

Sandro Tonali, centrocampista del Brescia
Sandro Tonali, centrocampista del Brescia ANSA

MILANO - Nel Brescia ultimo in classifica ed evidentemente poco competitivo per conquistare la salvezza al ritorno in serie A dopo 8 anni, c'è una gemma che di questo campionato è protagonista assoluto: si chiama Sandro Tonali, classe 2000, capelli, fisico ed andatura alla Pirlo, ma caratteristiche da incontrista a dispetto di piedi più che buoni. Corsa, tenuta atletica, visione di gioco e personalità per un ragazzo all'esordio nel massimo campionato e di gran lunga una delle più belle realtà del torneo, pezzo pregiato del calciomercato della prossima estate, possibile protagonista anche agli Europei con la Nazionale, se Roberto Mancini lo convocherà per la rassegna continentale.

Prezzi alti

Si diceva del calciomercato. Sì, perchè a giugno Tonali lascerà certamente Brescia e si appresterà a trasferirsi in un club importante, con la società lombarda che si prepara già da adesso ad incassare un assegno considerevole per il proprio centrocampista, valutato ad oggi 30, forse 40 milioni (da accrescere magari con la presenza agli Europei). Sul calciatore si prepara un'asta, Juventus ed Inter in pole position, Roma e Napoli defilate ma pur sempre in corsa, pronte a scatenare una battaglia a suon di rilanci per accaparrarsi uno dei giovani più promettenti e di sicuro avvenire nel panorama delle promesse italiane.

Assenti ingiustificati

E il Milan? Il Milan, che pure si era interessato al bresciano un anno fa quando ancora giocava in serie B, non ha la possibilità di partecipare ad un'asta troppo dispendiosa a livello economico per le casse milaniste. Tonali non è più alla portata dei rossoneri, così come non lo era Barella la scorsa estate, perchè si tratta di profili fuori dai parametri finanziari disponibili per il club milanese. La strategia della società di investire quasi esclusivamente su elementi al di sotto dei 25 anni, però, dovrebbe essere gestita meglio: notare, valutare e poi acquistare i Tonali, i Barella, i Kulusevski e i Sensi prima che le rispettive valutazioni schizzino vertiginosamente diventando irraggiungibili per i rossoneri.

Attenzione

Non si può improvvisare una linea verde all'improvviso, decidendo che da questo momento in avanti il club punta su profili giovani, senza però avere programmazione, competenza, pazienza, forza decisionale ed un progetto tecnico serio, concreto ed ambizioso. Il Milan ha seguito Tonali per almeno due anni, ma non ha mai affondato il colpo, vivendo nell'indecisione di prenderlo per renderlo subito un protagonista della squadra, oppure lasciarlo ancora a Brescia a maturare. Nel frattempo il calciatore cresceva, veniva svezzato e la sua luce illuminava anche le sedi di altri club, ora decisamente avanti ai rossoneri nella corsa al talento bresciano. Il Milan punta sui giovani, ma lo fa male, vivendo alla giornata, sbagliando i tempi e finendo col farsi sfuggire le occasioni che potrebbero trasformarsi nel colpo della vita.

Lacune

Alla dirigenza manca esperienza, capacità di comportarsi come per anni ha fatto l'Udinese, come ha imparato a fare l'Atalanta, perchè per riuscire ad avere una rete di osservatori ed una macchina perfetta nella scelta dei giovani migliori profili italiani ed internazionali occorre talento, strategia e tempismo, caratteristiche che al Milan mancano terribilmente. Non si può produrre un buon vino con uva raccolta qua e là, perchè si rischia una mistura più simile all'aceto. Per buona pace di Gazidis, insomma, le linee guida del progetto andranno riviste da capo a piedi, forse cambiate, poiché l'improvvisazione nel calcio moderno premia pochi o nessuno ed il Milan non fa certo eccezione alla regola. Anzi.