6 dicembre 2019
Aggiornato 16:00

Da dove riparte il Milan

Il pareggio col Napoli non ha risolto i problemi di Pioli, ma il tecnico rossonero può guardare al futuro con maggiore ottimismo

Stefano Pioli, allenatore del Milan
Stefano Pioli, allenatore del Milan ANSA

MILANO - L'1-1 contro il Napoli può essere catalogato per il Milan alla voce «brodino», ovvero una pietanza non particolarmente gustosa e saporita, ma abbastanza calda e nutriente per rifocillare un individuo in convalescenza. La squadra di Pioli non aggiusta certo la classifica con il pareggio contro i partenopei e 14 punti racimolati in 13 giornate restano un bottino così scarno da gridare ancora alla vergogna per uno dei club più blasonati e vincenti di tutti i tempi. Eppure, qualcosa di buono e rinfrancante il tecnico milanista può comunque ricavarlo dalla sfida di sabato sera, nonostante un punto cambi poco o nulla nell'andamento in campionato dei suoi.

Note liete

Intanto va sottolineato l'atteggiamento di un Milan che, seppure al cospetto di una formazione in confusione come il Napoli, ha mostrato maggior carattere rispetto, ad esempio, all'ultima gara casalinga contro la Lazio, persa e maldestramente condotta dopo un discreto avvio. I rossoneri sono apparsi in palla, hanno commesso i soliti errori di ingenuità dovuti all'inesperienza (vedi le inutili leziosità di Rafael Leao) che solo il carisma di Zlatan Ibrahimovic potrebbe risolvere, ma hanno tenuto testa all'avversario senza crollare nel finale come accaduto spesso e volentieri in questa prima parte di stagione quando la compagine milanista ha perso punti importanti nei finali di gara.

Recupero

Inoltre, dalla sfida col Napoli Pioli ritrova qualche singolo in evidente crescita, primo fra tutti quel Giacomo Bonaventura, autore di un gol e di una prestazione ampiamente al di sopra di ogni previsione. Il centrocampista, reduce da quasi un anno di inattività, ha dimostrato di aver pienamente recuperato la condizione, riuscendo a tenere con ottima tenuta gli interi novanta minuti. Una risorsa fondamentale per il tecnico rossonero che ne ha infatti lodato le qualità dopo la gara; Bonaventura è elemento di estrema importanza sia in campo per la sua duttilità tattica e sia nello spogliatoio grazie al suo carattere e alla sua esperienza.

Fiducia

Infine, una nota non meno importante delle altre, ovvero il calendario. Passato il girone dantesco che ha messo di fronte al Milan prima la Roma, poi la Lazio e quindi Juventus e Napoli (in mezzo anche la sfida contro la Spal), per i rossoneri adesso la strada appare più in discesa: nel mese di dicembre, infatti, la squadra di Pioli affronterà avversari sulla carta maggiormente abbordabili, Parma, Bologna e Sassuolo, prima della complicata trasferta di Bergamo che chiuderà l'anno solare. Riuscire a mettere insieme almeno 10 punti in queste 4 partite potrebbe risollevare la classifica del Milan ed aprire nuovi orizzonti con vista europea e con la prospettiva di rinforzare l'organico quando aprirà la sessione invernale del calciomercato.