20 settembre 2019
Aggiornato 15:30

Piatek punta unica? Eppure la storia dice altro

Il possibile cambio di modulo nel Milan mette in luce l'ennesima contraddizione del club e dell'allenatore

Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan
Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan ANSA

MILANO - L'avventura di Marco Giampaolo sulla panchina del Milan è iniziata come peggio non avrebbe potuto, ovvero con una sconfitta, in perfetta linea con l'andamento storico del tecnico abruzzese (quasi mai vincente all'esordio come allenatore) ma in contrapposizione con le pompose e decantate ambizioni del club rossonero, ancora lontano anni luce dalle rivali per la lotta al quarto posto e a quella Coppa dei Campioni che a Milanello non si vede dal 2014.

A bocca asciutta

Uno dei peggiori in campo a Udine è stato Krzysztof Piatek, centravanti polacco della compagine milanista, bocca di fuoco principale (forse unica) di un Milan aggrappato al suo numero 9. Piatek contro l'Udinese ha ricevuto pochi palloni giocabili e quei pochi a disposizione li ha appoggiati alla difesa o al portiere friulano, apparendo con le polveri bagnate come del resto accaduto in tutto il pre campionato nel quale l'ex genoano non ha messo a segno neanche una rete.

Contraddizioni

Al termine della partita, un confuso Giampaolo, oltre a rinnegare gran parte delle sue scelte e filosofie, ha sottolineato l'impossibilità per Piatek di giocare con un compagno di reparto al suo fianco: «Piatek deve giocare da solo in avanti - ha detto l'allenatore di Giulianova - perchè da solo si esprime meglio». L'aiuto di Castillejo a Udine è stato inesistente, così come l'inserimento del fumoso Leao ha fatto appena il solletico ai bianconeri di Tudor. Ma è vero che Piatek è centravanti così solitario?

Numeri

A dire il vero, se l'anno scorso quando è arrivato al Milan ha giocato come centravanti unico segnando tanto e in tutti i modi, questo può derivare dal modulo tattico adoperato da Gattuso (il 4-3-3) e che prevedeva una sola punta centrale. Ma è altrettanto oggettivo che nella prima parte della seconda stagione, quando Piatek era al Genoa, lo schieramento in campo era diverso (3-5-2) ed il polacco agiva accanto allo sgusciante Kouamé col quale si intendeva alla perfezione. Un riassunto numerico? Eccolo: 19 reti in metà annata, duetti e sintonia col compagno di reparto.

Futuro

Dunque, per quanto Piatek possa far bene da centrattacco unico, ha dimostrato di saper giocare e segnare anche con un collega al suo fianco; una volta raggiunta la miglior condizione fisica, insomma, il numero 9 del Milan potrà dimostrare a Giampaolo ogni qualità e il tecnico potrà stabilire il modulo migliore da adottare, tenendo in considerazione il presente ma anche il passato di uno dei pochi grandi calciatori del proprio organico. Perchè il ritorno al 4-3-3 di per sè potrebbe non essere la panacea di tutti i mali rossoneri.