23 agosto 2019
Aggiornato 06:30

I gol di Piatek e il teatro dell’assurdo

Il centravanti polacco del Milan è ancora a secco nel precampionato, ma le critiche nei suoi confronti appaiono alquanto eccessive

Krzysztof Piatek, centravanti del Milan da gennaio 2019
Krzysztof Piatek, centravanti del Milan da gennaio 2019 ANSA

MILANO - Dalle prime amichevoli estive di preparazione al campionato, il Milan ha mostrato evidenti segnali di crescita sul piano del gioco, dal pressing al possesso palla, fino a quelle verticalizzazioni rapide che sono alla base dello spartito tattico di Marco Giampaolo che, a poco a poco, sta inculcando i suoi dettami ad una squadra reduce da annate deludenti. La nota stonata, semmai, è stato l’attacco: in 4 partite (contro Novara, Bayern Monaco, Benfica e Manchester United) i rossoneri hanno infatti realizzato appena 3 reti, una alla formazione piemontese e due al Manchester, dimostrandosi ficcanti fino ai 16 metri e alquanto inconcludenti sotto porta.

Senza gol

A mancare, in particolar modo, è stato quel Krzysztof Piatek che la scorsa stagione, fra Genoa e Milan, era stato in grado di mettere a segno qualcosa come 30 reti. Logico che dal centravanti polacco ci si aspetti ora una conferma e che le speranze del popolo milanista (e di Giampaolo) siano riposte nei colpi dell’ex genoano, tanto che perfino le 4 amichevoli in cui è rimasto a bocca asciutta hanno fatto storcere i primi nasi. Piatek, effettivamente, è apparso in netto ritardo di condizione, è spesso arrivato tardi sulla palla ed ha mancato facili occasioni da gol, prima fra tutte quella nel secondo tempo contro il Manchester United quando solo davanti al portiere gli ha comodamente appoggiato la sfera tra le braccia.

Eccessi

Fin qui le giuste critiche, nel senso che l’istinto killer ammirato per un anno è sembrato appannato in un Piatek un po’ spaesato, ma da qui a tirar giù le innumerevoli prese di posizione negative lette ed ascoltate in queste settimane, onestamente ce ne vuole. Si è parlato, ad esempio, di troppa responsabilità sul groppone del polacco, ancora giovane ed incapace di prendersi il Milan sulle spalle: ma come, e lo sfavillante girone di ritorno scorso che ha portato i rossoneri ad un punto dalla qualificazione in Coppa Campioni?

Sterilità

Si è parlato poi della mancanza di gol, ma parliamo sempre di amichevoli e di partite nelle quali l’organico non è al completo, la forma fisica neppure e lo scopo è quello di imparare i movimenti e mettere benzina nelle gambe. Infine, ecco l’immancabile maledizione della maglia numero 9 del Milan che senza Filippo Inzaghi ha collezionato solamente padroni spuntati e che ora è sulle spalle del polacco che la stagione scorsa indossava la 19. La realtà, molto più semplicemente, è che ad oggi Piatek è l’unica bocca da fuoco milanista e la sua vena realizzativa inceppata è evidente più di quanto non sia; il mestiere del centravanti è fare gol, l’ex genoano non fa eccezione, basterà dunque una rete delle sue nelle ultime amichevoli pre campionato per spazzar via ogni sterile polemica. Forse.