16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30

Milan: il sostituto di Caldara

Il grave infortunio al ginocchio terrà lo sfortunato ex atalantino ai box per diversi mesi: i rossoneri riflettono sul da farsi

Mattia Caldara, difensore del Milan
Mattia Caldara, difensore del Milan ANSA

MILANO - 2018 e 2019: sono gli anni solari che Mattia Caldara dovrebbe cancellare dal suo calendario col nero coprente. Il difensore del Milan, acquistato dai rossoneri la scorsa estate nell’ambito dell’operazione con la Juventus che ha portato a Milano pure Gonzalo Higuain e riportato a Torino Leonardo Bonucci, era da tutti indicato come la soluzione migliore per potenziare la difesa milanista ed affiancare ad Alessio Romagnoli un elemento giovane ma di qualità, ovvero il profilo perfetto per il nuovo corso del Milan. Dopo i due ottimi anni in prestito all’Atalanta, infatti, Caldara sembrava pronto per il grande salto, la consacrazione in una piazza importante e le porte della Nazionale spalancate: niente da fare, perché due gravi infortuni lo hanno sbattuto fuori dalla stagione, facendogli collezionare appena due presenze (una in Coppa Uefa e una in Coppa Italia, zero in campionato), gettando nello sconforto lui e l’intero ambiente milanista.

Incognite

La rottura del legamento crociato del ginocchio ha posto fine all’annata in corso del difensore, ma ne ha pregiudicato anche gran parte della prossima. I tempi stimati per il recupero di Caldara sono fra i 5 e i 6 mesi: ne conviene, dunque, che l’ex atalantino difficilmente rivedrà il campo prima di novembre, ma con diversi interrogativi sulla sua tenuta. Al suo ritorno, il calciatore dovrà riprendere confidenza col calcio giocato dopo più o meno un anno di inattività fra guai fisici e panchina; da valutare ci sarà la condizione fisico-atletica, la componente psicologica, ovvero la paura di farsi di nuovo male, ma anche la mancanza di attitudine a giocare coi compagni, perché Caldara, a conti fatti, sarà un nuovo acquisto del Milan quando sarà nuovamente arruolabile e dovrà imparare i movimenti, acquisire confidenza e conoscenza col reparto difensivo rossonero.

Cosa fare

Tutti interrogativi che la dirigenza milanista si sta già ponendo, perché appare evidente come in estate un sostituto di Caldara andrà preso. Come già accaduto per Andrea Conti, i dubbi sono tanti dopo un anno di stop, e il Milan, pur con tutta la fiducia rimasta intatta per il calciatore, è costretto a guardarsi intorno. Data per scontata la conferma di Romagnoli, scontato il mancato rinnovo di contratto di Zapata, perché l’uomo dei giovani (al secolo Ivan Gazidis) è stato fiero oppositore del prolungamento del colombiano, magari per andare a pescare qualche ragazzotto minorenne da aggregare alla Primavera, come accaduto già a gennaio. Il solo Musacchio non potrà naturalmente bastare per affrontare la stagione e Leonardo sarà dunque obbligato a reperire in giro per il mondo un difensore centrale che faccia al caso del Milan, molto probabilmente un titolare.

Problemi

Già, ma a quale prezzo? Del resto un titolare costa e i rossoneri più di tanto non potranno spendere (come già largamente anticipato dallo stesso Leonardo), per cui esclusi a priori sono i vari Mancini dell’Atalanta (peraltro già promesso alla Roma), Nkoulou del Torino e Andersen della Sampdoria. Più fattibili, invece, Hugo e Pezzella della Fiorentina o Ferrari del Sassuolo, nomi che, con tutto il rispetto, non alzerebbero più di tanto la qualità del reparto. Valida, infine, una soluzione a buon mercato proveniente dall’estero, magri dal Sudamerica, che garantirebbe l’equilibrio di conti e bilanci ma non darebbe ampie garanzie sotto l’aspetto tecnico. L’impressione generale, d’altro canto, è che, a partire dal nuovo allenatore, l’opera di ridimensionamento del Milan sia in costante ascesa e che per i prossimi anni (chissà quanti) ogni progetto vincente sarà da riporre nel cassetto dei sogni o in quello dei ricordi, che poi sono un po’ la stessa cosa.