12 novembre 2019
Aggiornato 20:00

Milan: e perché non Spalletti?

Continuano a susseguirsi le voci sul prossimo allenatore dei rossoneri e dal web nasce un’idea folle solo in apparenza

Luciano Spalletti, attualmente allenatore dell'Inter
Luciano Spalletti, attualmente allenatore dell'Inter ANSA

MILANO - Il rimpasto che in estate coinvolgerà il Milan sembra non riguardare solo l’assetto tecnico (allenatore e giocatori), ma anche quello dirigenziale, con possibili poteri amministrativi tutti nelle mani di Ivan Gazidis, compiti da rivedere per Paolo Maldini e la posizione di Leonardo con un bel punto interrogativo piazzato sul groppone. Di certo, però, il nodo centrale del nuovo progetto rossonero riguarderà il tecnico, perché le percentuali di permanenza a Milanello di Gennaro Gattuso, seppur in leggero rialzo, sono sempre non oltre il 10% e con la possibilità che, quarto posto o meno, possa essere lo stesso allenatore calabrese a farsi da parte a fine maggio. 

Elenco

La lista dei papabili sostituti di Gattuso, poi, si infittisce ogni giorno, passando dalle soluzioni italiane (Conte, Di Francesco, Simone Inzaghi, Sarri, Giampaolo) a quelle straniere (Galtier, Jardim, Emery, Rudi Garcia, Pochettino), senza che dal Milan filtri nulla su chi sia realmente il favorito e su quale sarà la linea societaria da seguire, anche perché non si è capito ancora chi sceglierà il nuovo tecnico, se sarà Gazidis o se la responsabilità passerà al duo Leonardo-Maldini, magari su indicazione dello stesso amministratore delegato sudafricano. Nel frattempo, però, l’intero ambiente milanista si scatena con l’immaginazione, fra un sogno impossibile (Conte) e qualche nome meno gradito ad una piazza alla continua ricerca di una guida solida.

Pazza idea

E dal web si fa strada progressivamente una provocazione che, se analizzata, potrebbe non essere così assurda: in molti, infatti, dando ormai per fatto l’accordo fra Conte e l’Inter, si chiedono come mai il Milan non pensi ad affidare la panchina a Luciano Spalletti, proprio l’uomo che ad Appiano Gentile si farà da parte a fine campionato. La premessa è doverosa: contatti fra le parti non risultano, ma il nome di Spalletti circola fra i tifosi rossoneri, passando da chi non lo vorrebbe mai in panchina perché poco amato per stile, passato interista e non idilliache gestioni degli spogliatoi, a chi invece una possibilità la darebbe eccome al tecnico toscano, certamente più esperto rispetto ai profili attualmente associati al Milan.

Vantaggi

I pro, analizzando la situazione, non sarebbero pochi: Spalletti è allenatore di grande esperienza e capacità tattica, se l’obiettivo della società è quello di raggiungere il quarto posto in campionato, l’ex allenatore della Roma appare una soluzione ideale. In più, una volta lasciata l’Inter, il tecnico di Certaldo non sembra avere grande mercato: in Italia le panchine delle grandi sono tutte occupate (Roma a parte, ma uno Spalletti tris nella capitale appare francamente ai confini della realtà), mentre all’estero non pare lunga la lista di estimatori di Spalletti che negli ultimi anni sembra un ibrido, a metà fra l’allenatore top e quello medio. In più, e non è elemento da poco, il suo livore verso l’Inter che in maniera molto plateale lo scaricherà come una scarpa vecchia, ne aumenterebbe la carica e le motivazioni per affrontare (proprio con i concittadini milanisti) una stagione da protagonista. Fra tanti nomi, più o meno credibili, perché non inserire anche quello di un allenatore esperto e capace, voglioso di rivalsa e col dente avvelenato dopo un esonero che nella sua anima brucerà enormemente?