Juventus: ecco cosa si porta Allegri da Empoli
Il successo di sabato in Toscana è arrivato con più sofferenza del previsto, ma le note liete per il tecnico bianconero non si fermano al risultato.

TORINO - La Juventus torna da Empoli con un 2-1 che significa 12.ma vittoria su 13 gare stagionali fra campionato e Coppa dei Campioni, testa della classifica saldamente in pugno e la certezza (se ce ne fosse stato bisogno) di sapere che con Cristiano Ronaldo in squadra può realmente sempre succedere di tutto e che al fuoriclasse portoghese basta un guizzo o qualche metro in più lasciato dagli avversari (vedi azione del secondo gol) per risolvere anche da solo le partite.
CRITICHE - Qualità che in campionato può fare la differenza pur con una Juve evidentemente sopra tutte le altre, ma che soprattutto in Europa può rivelarsi decisiva se l'obiettivo è (e lo è) quello di riportare il trofeo più prestigioso a Torino dopo ben 23 anni di attesa. In molti hanno criticato la Juventus vista ad Empoli: troppo leziosa, troppo distratta, troppo sufficiente, soprattutto nel primo tempo quando ha subìto la squadra toscana, in palla e pimpante, finendo sotto sia nel gioco che nel punteggio, ma anche nella ripresa quando non ci fosse stato un miracoloso intervento di Bonucci a salvare sullo scatenato Caputo, i bianconeri avrebbero potuto davvero tornarsene in Piemonte col primo ko stagionale.
BICCHIERE PIENO - In realtà, Massimiliano Allegri aveva chiesto due cose alla vigilia di Empoli-Juventus: la prima era continuare nel filotto di vittorie, cercando di conquistare solo successi da qui alla sosta del campionato in programma a metà novembre, inanellando una serie positiva che potesse distanziare gli avversari e rendere più agevole il cammino dalla ripresa dei tornei alla pausa post natalizia. La seconda richiesta era di vedere una squadra vera, in grado di soffrire e combattere pur al cospetto di formazioni di bassa caratura come lo sono il 70 o forse 80% di quelle della serie A per i campioni d'Italia. Allegri ha commentato il successo del Castellani ammettendo la sofferenza dei suoi, ma rimarcandone anche spirito di sacrificio, voglia di vincere e giustificando la prestazione non brillantissima con un pizzico di stanchezza che può anche affiorare dopo 13 partite.
GRINTA - Ciò che ha soddisfatto il tecnico livornese è stato l'atteggiamento propositivo del secondo tempo, la grinta di andarsi a prendere comunque la vittoria, uno spirito che se i bianconeri manterranno per tutta l'annata li porterà certamente a conquistare l'ottavo scudetto di fila e giocarsi la Coppa dei Campioni fino alla fine, sperando poi in sorteggi benevoli e in quel pizzico di fortuna che è mancato nelle recenti finali giocate e puntualmente perse. Con un Cristiano Ronaldo così, poi, tutto potrebbe essere ancora più in discesa.
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