15 novembre 2019
Aggiornato 05:30

Juventus: ecco cosa si porta Allegri da Empoli

Il successo di sabato in Toscana è arrivato con più sofferenza del previsto, ma le note liete per il tecnico bianconero non si fermano al risultato.

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus ANSA

TORINO - La Juventus torna da Empoli con un 2-1 che significa 12.ma vittoria su 13 gare stagionali fra campionato e Coppa dei Campioni, testa della classifica saldamente in pugno e la certezza (se ce ne fosse stato bisogno) di sapere che con Cristiano Ronaldo in squadra può realmente sempre succedere di tutto e che al fuoriclasse portoghese basta un guizzo o qualche metro in più lasciato dagli avversari (vedi azione del secondo gol) per risolvere anche da solo le partite.

CRITICHE - Qualità che in campionato può fare la differenza pur con una Juve evidentemente sopra tutte le altre, ma che soprattutto in Europa può rivelarsi decisiva se l'obiettivo è (e lo è) quello di riportare il trofeo più prestigioso a Torino dopo ben 23 anni di attesa. In molti hanno criticato la Juventus vista ad Empoli: troppo leziosa, troppo distratta, troppo sufficiente, soprattutto nel primo tempo quando ha subìto la squadra toscana, in palla e pimpante, finendo sotto sia nel gioco che nel punteggio, ma anche nella ripresa quando non ci fosse stato un miracoloso intervento di Bonucci a salvare sullo scatenato Caputo, i bianconeri avrebbero potuto davvero tornarsene in Piemonte col primo ko stagionale.

BICCHIERE PIENO - In realtà, Massimiliano Allegri aveva chiesto due cose alla vigilia di Empoli-Juventus: la prima era continuare nel filotto di vittorie, cercando di conquistare solo successi da qui alla sosta del campionato in programma a metà novembre, inanellando una serie positiva che potesse distanziare gli avversari e rendere più agevole il cammino dalla ripresa dei tornei alla pausa post natalizia. La seconda richiesta era di vedere una squadra vera, in grado di soffrire e combattere pur al cospetto di formazioni di bassa caratura come lo sono il 70 o forse 80% di quelle della serie A per i campioni d'Italia. Allegri ha commentato il successo del Castellani ammettendo la sofferenza dei suoi, ma rimarcandone anche spirito di sacrificio, voglia di vincere e giustificando la prestazione non brillantissima con un pizzico di stanchezza che può anche affiorare dopo 13 partite.

GRINTA - Ciò che ha soddisfatto il tecnico livornese è stato l'atteggiamento propositivo del secondo tempo, la grinta di andarsi a prendere comunque la vittoria, uno spirito che se i bianconeri manterranno per tutta l'annata li porterà certamente a conquistare l'ottavo scudetto di fila e giocarsi la Coppa dei Campioni fino alla fine, sperando poi in sorteggi benevoli e in quel pizzico di fortuna che è mancato nelle recenti finali giocate e puntualmente perse. Con un Cristiano Ronaldo così, poi, tutto potrebbe essere ancora più in discesa.