15 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Al Milan manca l’antidoto

Il derby contro l’Inter ha mostrato ancora una pecca importante nella squadra di Gattuso
La delusione di Lucas Biglia ed Alessio Romagnoli
La delusione di Lucas Biglia ed Alessio Romagnoli (ANSA)

MILANO - Perdere un derby fa sempre male, perderlo al 92’ e per una mezza papera del portiere, poi, brucia ancora di più, specialmente se quella partita era (o doveva essere) il trampolino di lancio per chiarire una volta per tutte che le ambizioni d’alta classifica sbandierate fin qui non erano solamente chiacchiere. Se l’obiettivo del Milan è infatti quello di arrivare almeno quarto, la stracittadina milanese ridimensiona e parecchio i rossoneri, non tanto per la classifica (che pure tanto bella non è, nonostante la gara da recuperare a fine mese contro il Genoa) quanto per i passi indietro mostrati dagli uomini di Gennaro Gattuso rispetto alle ultime partite. Il Milan è infatti apparso timoroso ed inconcludente, al cospetto di un avversario più esperto e che ha cercato maggiormente la vittoria, seppur senza far nulla di trascendentale, ma dando costantemente la sensazione di essere più convinto dei dirimpettai milanisti.

RIMEDI - Il problema è che il Milan è bello ed efficace solo se la partita si posiziona sui binari a lui più consoni, come quei piloti che partono in pole position, scattano bene al via e possono imporre il proprio ritmo alla gara, mentre se si ritrovano in mezzo al traffico perdono di concretezza e coraggio. Il Milan palleggiatore e propositivo visto contro Sassuolo e Chievo, ma anche contro Roma ed Atalanta, è improvvisamente sparito contro un’Inter che ha impostato il derby imponendo il ritmo alla gara, aggredendo i rossoneri fin dal principio dell’azione e non lasciandoli respirare. E’ bastato ciò, visibile peraltro sin dai primissimi minuti di gioco, per scardinare ogni certezza della formazione di Gattuso, finita in bocca allo squalo, caduta nella trappola di un avversario che ha colto il tallone d’Achille del Milan, una squadra che se aggredita e schiacciata sul ritmo non ha vie di fuga.

GIOCO - Raddoppiato Suso ed imbrigliato Higuain, poi, per l’Inter è stato ancora più semplice arginare la sterilità rossonera, approfittando poi dell’ormai classica e puntuale frittata difensiva, stavolta perpetrata da Musacchio e da Donnarumma. Se davvero l’obiettivo del Milan è quello di arrivare fra le prime quattro della serie A, Gattuso dovrà presto trovare un antidoto, un metodo alternativo, un’idea da applicare nel momento in cui la squadra viene presa nella morsa dell’avversario; perché l’impressione, ad oggi, è che i rossoneri siano stati scoperti nel proprio gioco e che andarli a vedere (usando un gergo pokeristico) sia diventato piuttosto semplice.