22 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Paquetà, la parola all’esperto: «Un po’ Zico, un po’ Kakà»

Il grande conoscitore di calcio brasiliano Andrea Colacione ci racconta in esclusiva tutti i segreti del nuovo acquisto del Milan, Lucas Paquetà
Il giovane talento brasiliano Paquetà
Il giovane talento brasiliano Paquetà (ANSA)

MILANO - C’è una strana consuetudine nel mondo del calcio: quando i campionati sono fermi per le pause delle nazionali è il momento di parlare di mercato. Indiscrezioni, sussurri, fantasticherie di ogni tipo, stavolta però al Milan sono andati oltre. Fino a Rio de Janeiro, dove il nuovo direttore dell’area tecnica rossonera Leonardo de Araujo è andato a pescare il primo colpo della campagna acquisti invernale 2019. Il suo nome è Lucas Tolentino Coelho de Lima, detto Paquetà, classe 1997, talento sopraffino, classe innata e un’etichetta prestigiosa e impegnativa come quella affibiatagli dall’illustre collega Neymar: «un crack».
La tifoseria rossonera è in subbuglio, da un paio di giorni alla disperata ricerca di qualsiasi informazione utile a tracciare un profilo quanto più vicino alla realtà del calciatore. Noi oggi proviamo a farlo con un grande esperto di calcio brasiliano, un intenditore competente che segue ogni categoria e conosce uno per uno tutti i calciatori praticanti nella fertile terra verdeoro, il collega Andrea Colacione.

Fenomeno assoluto
«Paquetà è un trequartista che può agire anche da mezzala offensiva ed è un calciatore molto tecnico - la presentazione iniziale di Colacione - , veloce ed intelligente, molto bravo nel controllo di palla, nel dribbling e nell'attaccare la profondità. Per lui sfornare assist o realizzare gol di pregevole fattura è una cosa estremamente naturale. Nel Flamengo in emergenza ha ricoperto anche altri ruoli, giocando persino da prima punta atipica che non è il suo ruolo ovviamente. Come tipologia di giocatore, senza essere blasfemi, ha un qualcosa di Zico e di Kakà. Ma soprattutto è un ragazzo tranquillo, un aspetto imprescindibile per un dirigente attento come il milanista Leonardo».

Il prezzo è giusto
L’ex presidente del Flamengo Kleber Leite ha dichiarato che la scelta di cedere il ragazzo adesso al Milan è stata imprudente e che forse era il caso di aspettare il rilancio degli altri tre club interessati (Paris Saint Germain, Liverpool e Barcellona ndr.) per dare vita ad un’asta che avrebbe fatto impennare il prezzo. Ma qual è il valore attuale di un calciatore come Paquetà? «Pur consapevole che i 35 milioni più bonus pagati dal Milan siano una cifra rilevante, per me ne vale già adesso almeno 50, che poi era anche il valore della sua clausola rescissoria. La verità è che Leonardo è stato molto bravo a sfruttare i rapporti con il club nel quale è cresciuto. In questo modo è riuscito a bruciare la concorrenza e a chiudere l’operazione ad una cifra relativamente bassa visto il valore del ragazzo».

Il ruolo
Al Milan ci si interroga su quale potrebbe essere il ruolo di Paquetà al Milan. È possibile per lui un cambio tattico, come fu a suo tempo per Pirlo, nato trequartista ed esploso definitivamente come centrocampista centrale?
«Personalmente non riesco proprio ad immaginarlo regista basso. La mia idea è che Gattuso per Paquetà potrebbe rivedere il modulo: per lui l'ideale sarebbe un 4-3-1-2 o 4-2-3-1, in modo da poter coprire la zona immediatamente alle spalle della punta o delle due punte. In teoria potrebbe anche giocare nella zona di Bonaventura, ma chiedergli troppi sacrifici lo limiterebbe perché lui è un calciatore nato per creare ed inventare calcio, non per eseguire il compitino. Forse sarebbe più adatto a muoversi nella zona di campo attualmente coperta da Calhanoglu, naturalmente con ampia licenza di accentrarsi perché non è, e non credo possa diventarlo, un esterno puro».