22 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Milan: ora c’Ŕ abbondanza sulle fasce

Dopo anni di tentennamenti e soluzioni forzate, i rossoneri possono finalmente contare su una batteria di terzini di tutto rispetto
Ricardo Rodriguez, terzino del Milan e della nazionale svizzera
Ricardo Rodriguez, terzino del Milan e della nazionale svizzera (ANSA)

MILANO - Che intorno al Milan si respiri quest’anno un’aria diversa lo si capisce da diversi fattori, primo fra tutti il ritorno alla guida dell’area sportiva di due colossi rossoneri degli anni scorsi come Leonardo e soprattutto come l’ex capitano Paolo Maldini, rientrato a Milanello dopo quasi dieci anni. Anche la squadra guidata da Gennaro Gattuso sembra diversa, più quadrata, meglio messa in campo, probabilmente più forte e che, nonostante risultati al momento altalenanti, dà la sensazione di poter lottare fino in fondo per raggiungere almeno il quarto posto in campionato e per arrivare il più lontano possibile sia in Coppa Uefa che in Coppa Italia.

Maggiori varianti

Uno dei settori maggiormente potenziati nel Milan attuale appare certamente quello dei terzini, ovvero un ruolo che negli ultimi anni era stato uno dei tanti talloni d’Achille della compagine milanista, non in grado di reperire difensori di fascia degni del blasone rossonero. E così, fra un Constant e un De Sciglio, la batteria di terzini a Milanello era sempre più inconcludente, oltre che scarna numericamente. Quest’anno, invece, qualcosa sembra essere cambiato per davvero: Gattuso può contare a sinistra su un Ricardo Rodriguez ancora un po’ timido in fase offensiva ma molto più attento in difesa rispetto allo scorso anno, e sul nuovo arrivo Diego Laxalt, pimpante su entrambi i versanti. All’occorrenza, poi, sul settore mancino può svariare anche Davide Calabria che è invece ad oggi il titolare della corsia di destra con Abate prima alternativa (decisivo l’apporto di quest’ultimo domenica scorsa a Reggio Emilia contro il Sassuolo) e, soprattutto, un Andrea Conti finalmente pronto a tornare in campo dopo oltre un anno di stop causato dal doppio grave infortunio al legamento del ginocchio. Un’abbondanza voluta e finalmente goduta dal Milan che ora può guardare con maggior serenità al rinforzamento degli altri settori del campo dopo aver aggiustato con intelligenza quello difensivo.