13 dicembre 2018
Aggiornato 16:30

VAR: non tutto funziona. Ecco perchè

La tecnologia arbitrale è stata la grande rivoluzione degli ultimi anni, ma non sempre tutto sembra filare per il meglio
Il VAR è in uso nella serie A italiana dalla stagione 2017-2018
Il VAR è in uso nella serie A italiana dalla stagione 2017-2018 (ANSA)

ROMA - Qualcuno continua ancora a criticare l'introduzione del VAR, ovvero lo strumento che permette di riguardare in tempo reale le azioni delle partite e comunicare immediatamente con l'arbitro in campo, dandogli così la possibilità di rivedere l'episodio incriminato e prendere poi la decisione definitiva anche grazie al supporto delle immagini televisive. Una svolta che non permetterà certo di azzerare gli errori arbitrali, ma che certamente ne ridurrà notevolmente il margine. Il tutto, ovviamente, se utilizzato correttamente, se insomma i direttori di gara accettano il confronto con il mezzo meccanico. Il problema sembra infatti filosofico: pare quasi che gli arbitri a volte snobbino il VAR per non veder scavalcato il loro potere decisionale, senza comprendere che quello non è uno strumento contro di loro, bensì per loro, qualcosa che li aiuti a svolgere il proprio lavoro con risultati migliori.

Pasticci

Qui non si tratta della macchina che prende il sopravvento sull'uomo, qui si tratta di uniformarsi ai tempi in cui si vive, per cui in un mondo nel quale la tecnologia è presente 24 ore al giorno nella vita degli esseri umani, perchè solo gli arbitri di calcio dovrebbero rimanere ancorati al calcio di 20 o 30 anni fa? Il tutto, come detto, purchè lo strumento si utilizzi correttamente, perchè non tutto funziona sempre come dovrebbe. Prendiamo il caso dell'ultima giornata di campionato: sabato sera durante Inter-Cagliari, l'arbitro Massa convalida la rete del pareggio cagliaritano, realizzata da Dessena con un clamoroso fallo di mano, non ravvisato dal direttore di gara, richiamato però immediatamente dal VAR; risultato: rete giustamente annullata e arbitro sollevato dal peso di un errore molto grave. Protocollo rispettato alla lettera, tutto il contrario di quanto accaduto invece domenica: a Firenze il caso più eclatante, ovvero il tuffo da piscina di Federico Chiesa, punito dall'arbitro Valeri con un rigore inesistente, senza che il fischietto romano abbia voluto rivedere nulla a bordo campo. Errore dell'arbitro? Errore della sala VAR che non lo ha richiamato? Errore, comunque.

Interpretazioni

Anche la sera a Reggio Emilia il Sassuolo ha reclamato per un intervento dubbio fra Biglia e Di Francesco nell'area milanista, un episodio controverso e non chiaro ma che avrebbe meritato quantomeno un'occhiatina da parte dell'arbitro Giacomelli che ha invece fatto spallucce. Difficile stabilire quanto contraddittorio sia il rapporto fra direttori di gara e VAR, certamente non farsi aiutare dal supporto tecnologico non giova agli arbitri, anzi, li mette ancor di più in cattiva luce. Che piaccia o no, la video assistenza è una realtà e tornare indietro è ormai (per fortuna) opzione impraticabile.