20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30

Milan: un incantesimo già spezzato

I rossoneri di Gattuso guardano con ottimismo la stagione appena iniziata ed i motivi sono molteplici

Patrick Cutrone e Gonzalo Higuain sono i due centravanti del Milan di Gattuso
Patrick Cutrone e Gonzalo Higuain sono i due centravanti del Milan di Gattuso ANSA

MILANO - Il nuovo Milan amministrato dal fondo Elliott, gestito dalla coppia Leonardo-Maldini e guidato da Gennaro Gattuso è società ambiziosa e determinata, convinta di poter rivivere epoche vincenti dopo l’epopea che dal 1987 al 2012 ha portato i rossoneri sul tetto del mondo. L’intero popolo milanista si aggrappa a questa squadra per rinverdire i fasti di un tempo, sperando che le promesse vengano mantenute, al contrario di quanto avvenuto negli ultimi 5 anni quando alle parole non è seguito alcun fatto, sia nell’ultimo periodo targato Silvio Berlusconi e sia, soprattutto, nel brevissimo interregno della proprietà cinese facente capo a Yonghong Li.

Maledizione

Uno degli atavici problemi del Milan degli ultimi anni è stato quello del centravanti: dopo la partenza forzata di Zlatan Ibrahimovic ed il ritiro di Filippo Inzaghi nell’estate del 2012, infatti, nessuno è più riuscito a dare ai rossoneri quel peso in attacco così rilevante da permettere alla formazione milanese di competere ad alti livelli. In particolar modo è nata la maledizione del numero 9, perché da quando Inzaghi ha detto addio, quella maglia è finita sulle spalle dei vari Pato, Fernando Torres, Destro, Luiz Adriano, André Silva, tutti partiti con grandi premesse e finiti invece con l’incappare in stagioni disastrose.

Numeri

Il Milan e l’incantesimo della maglia numero 9, si diceva, la maledizione del centravanti, una sorta di macumba che l’arrivo in estate a Milanello di Gonzalo Higuain sembrava aver spezzato definitivamente dal momento che l’attaccante argentino è stato il calciatore più prolifico in serie A nelle ultime 5 stagioni, proprio quelle in cui al Milan sono mancati i gol. Ma, a pensarci bene, i rossoneri questo tabù lo avevano già infranto l’anno scorso quando fra un André Silva svogliato ed inconcludente, e un Kalinic non pervenuto, era sbocciato quel Patrick Cutrone in grado di diventare il capocannoniere stagionale della squadra, conquistare la maglia della Nazionale e proseguire nel suo percorso anche ora che c’è Higuain, segnando il gol partita contro la Roma. Non ha sulle spalle il numero 9, è vero, e la maledizione a quello faceva riferimento: però, a dirla tutta, dopo aver «ammirato» calciatori a fine carriera o dalle qualità improponibili, quel numero 63 (la cui somma, in fin dei conti, fa sempre 9) fa brillare lo stesso gli occhi dei milanisti. Per tutto il resto, poi, c’è Higuain.