15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Gattuso e il Milan: c’è un nuovo avversario da battere

La sconfitta di Napoli contro gli azzurri di Ancelotti ha evidenziato i limiti della squadra di Gattuso. Un problema innanzitutto di carattere psicologico che la società dovrà affrontare in fretta.
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso (ANSA)

MILANO - La frase, perentoria e lapidaria, con cui Gennaro Gattuso ha provato a spiegare l’incredibile black out che ha caratterizzato la prima uscita stagionale del nuovo Milan, ha inquietato l’intero ambiente rossonero: «Questa squadra ha paura e la colpa è mia».
Che la squadra di un guerriero come Gattuso possa soffrire di una forma di timore reverenziale nei confronti degli avversari sembra quasi una contraddizione in termini, eppure l’allenatore rossonero ha colto perfettamente nel segno. Questo gruppo difetta ancora di personalità, colpa probabilmente di un lungo periodo (un quinquennio abbondante) di insuccessi, batoste, scoppole. Tanto che già nella conferenza stampa di presentazione del match del San Paolo aveva lanciato l’allarme rosso: «Importante non spegnere la luce dopo la prima difficoltà».

Black out
Esattamente quanto invece è accaduto a Napoli dopo il primo gol di Zielinski. A quel punto il Milan era ancora in vantaggio di un gol, sarebbe bastato riprendere a giocare con la calma e la tranquillità con cui fino a quel momento Romagnoli e compagni avevano nascosto la palla agli avversari e il successo sarebbe arrivato senza problemi. Invece è scoppiato il panico. La palla ha iniziato a scottare, sono saltati tutti gli equilibri, le spaziature, le distanze tra i reparti e i piccoletti partenopei, come squali affamati, hanno annusato l’odore del sangue e hanno iniziato a bersagliare la difesa milanista da ogni parte.

Precario
Spiace dirlo, ma forse eravamo stati buoni profeti nell’anticipare che lo status di precario di Gennaro Gattuso (mai ammesso dai vertici di via Aldo Rossi, ma i contatti con Antonio Conte ci sono stati e nessuno potrà negarlo)  potrebbe indirizzare le sue decisioni tecnico-tattiche ed influenzare più o meno inconsciamente l’atteggiamento dei suoi ragazzi, tanto da condizionare a lungo andare l’equilibrio della squadra.
Una paura, quella del tecnico rossonero di essere esonerato e di concludere anzitempo la sua avventura sulla panchina rossonera, che c’è ed è innegabile. Anche nella conferenza stampa prima della trasferta di Napoli, infatti, Gattuso é tornato sull’argomento accusando la stampa di avergli fatto il funerale in anticipo, dimostrando che il rischio esonero è ancora un nervo scoperto per il popolare Rino.

Lo spettro di Conte
Ed è bastata la prima sconfitta in campionato per far tornare immediatamente aleggiare lo spettro di Antonio Conte su Milanello, invocato sul web da una gran parte dei tifosi milanisti.
A questo punto toccherà alla dirigenza di via Aldo Rossi sgombrare il campo da ogni equivoco. Se si crede fortemente in Gattuso forse è il caso di dare qualche segnale forte di fiducia nei suoi confronti - un ulteriore rinnovo ad esempio - altrimenti meglio voltare subito pagina ed affidare la panchina all’ex Chelsea prima di compromettere definitivamente un’altra stagione.