21 ottobre 2018
Aggiornato 16:00

C’è un Milan in vendita: il compito più difficile per Leonardo

La campagna acquisti rossonera non sembra in salita solo per gli arrivi, ma anche per piazzare alcuni elementi ormai fuori dal progetto tecnico
Leonardo de Araujo, direttore tecnico del Milan
Leonardo de Araujo, direttore tecnico del Milan (ANSA)

MILANO - Un calciomercato complicato per il nuovo Milan targato Elliott e la cui gestione tecnica è stata affidata al brasiliano Leonardo, già rossonero in passato e in qualità di calciatore prima e di allenatore poi. Il secondo cambio di proprietà nell’ultimo anno e mezzo, le beghe con l’UEFA e la reimpostazione dell’intero organigramma dirigenziale, hanno inevitabilmente portato il Milan a rimanere bloccato in sede di campagna acquisti, con arrivi congelati e trattative partite in netto ritardo, anche perché Leonardo opera da poco più di una settimana e sta cercando formule e metodi giusti per rinforzare l’organico e allo stesso tempo rispettare i dettami del Fair Play Finanziario. Ma oltre a ciò, il direttore tecnico milanista è chiamato anche ad un altro duro compito, ovvero quello della «campagna cessioni», non tanto per vendere i pezzi pregiati della rosa (come ad esempio Bonucci), quanto per piazzare quei calciatori ormai emarginati da Gattuso e fuori dai programmi tecnici dell’allenatore calabrese.

Idee ed incastri

Cessioni importantissime perché permetterebbero alle casse del Milan di introdurre denaro liquido utile per essere reinvestito in operazioni in entrata che potenzino la rosa. E’ il caso di Carlos Bacca che rientrerà a Milanello dopo le vacanze e a seguito dell’annata in prestito al Villarreal; il club spagnolo rivorrebbe il centravanti colombiano che, a sua volta, gradirebbe il ritorno in Liga, ma la situazione è bloccata: il Milan chiede non meno di 15 milioni per liberare l’attaccante sudamericano, mentre il Villarreal si ferma a poco più di 10. Complessa anche la situazione di André Silva, altro centravanti che difficilmente resterà a Milano dopo l’opaca stagione scorsa con 2 reti appena in campionato e qualche gol in più in Europa finché gli avversari sono stati abbordabili; il portoghese può essere piazzato in prestito, ma al momento non ci sono trattative concrete. Chi invece, nonostante un 2018 ai limiti del penoso, mondiali compresi, ha diverse richieste è Nikola Kalinic, ormai inviso all’intero popolo rossonero e per il quale c’è un discorso avviato con l’Atletico Madrid che ha offerto 20 milioni al Milan per la punta croata, ma che ancora non riesce a chiudersi.

Compito arduo

Minori, ma comunque da definire, infine, le operazioni per trovare una sistemazione al paraguayano Gustavo Gomez, all’ex capitano Riccardo Montolivo, ad Andrea Bertolacci (sempre in piedi la trattativa per il ritorno al Genoa) e all’argentino Josè Mauri, praticamente fermo da un anno e mai impiegato, e per il quale Leonardo sta provando ad intavolare un discorso con Empoli e Parma, squadre nelle quali il centrocampista ha già militato. Al dirigente brasiliano, insomma, il complicato onere di sfoltire una rosa composta da troppi calciatori e, soprattutto, da troppi elementi che non fanno più al caso dell’allenatore.