14 novembre 2019
Aggiornato 14:00

In Ducati cambia tutto: Lorenzo torna grande, Dovizioso è in crisi

Jorge vince la seconda gara di fila e appaia il suo compagno di squadra in classifica. E Andrea, che un anno fa trionfava, stavolta finisce di nuovo per terra

Jorge Lorenzo sul gradino più alto del podio del GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona
Jorge Lorenzo sul gradino più alto del podio del GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona Michelin

BARCELLONA – La storia è stata un po' diversa rispetto a quella di due settimane fa al Mugello: stavolta Jorge Lorenzo è scattato dalla pole position, ma ha insolitamente steccato la partenza. Il risultato finale, però, è stato sempre lo stesso: vittoria dominata, mai in discussione, conquistata con un ritmo infernale, inarrivabile, martellante. Insomma, il campione maiorchino è tornato il Martillo di una volta. «Ho dimostrato che so vincere non soltanto se giro per primo alla prima curva – sorride ai microfoni di Sky Sport – È stata una gara difficile per colpa di quella brutta partenza: di solito al via recupero metri, stavolta ne ho persi tanti da Marc e Iannone. Lì ho pensato che la gara era ancora lunga, che dovevo restare calmo e aspettare il mio momento. La verità è che, rispetto a Marc, avevo qualcosa di più in staccata, e non è stato tanto difficile sorpassarlo. Poi lui è rimasto lì, per il 70% della corsa: ma quando ho visto che Dovi era caduto e che avevo un secondo di vantaggio, ho pensato che fosse la mia opportunità per spingere un po' di più e andare via».

Tendenza ribaltata
E pensare che, per invertire la rotta di Por Fuera, è bastato aggiungere un pezzo di plastica sul serbatoio della sua Desmosedici. Modificando la posizione in sella di Jorge, sono cambiate radicalmente anche le sue prestazioni, e da quel momento il cinque volte iridato non ha più smesso di andare forte. Anzi, più forte di tutti. «Abbiamo un pacchetto competitivo, probabilmente questa è la Ducati più completa della storia – sostiene Por Fuera – e sia Dovi che io siamo molto veloci, come si è visto in questo fine settimana. Dobbiamo approfittare di questa opportunità. La moto, tranne Phillip Island e il Sachsenring, dovrebbe funzionare in tutti i circuiti: non consuma tanto le gomme, ci permette sempre di usare la morbida davanti e questo è un grande vantaggio. Siamo in un momento dolce, cerchiamo di goderci questa vittoria e da domani iniziamo a pensare alla prossima». E, visto che ora le vittorie consecutive sono diventate due, tagliare fuori Lorenzo dalla lotta per il Mondiale sarebbe da sciocchi. Anche se ad oggi si trova in settima posizione assoluta, a 49 punti di distacco dalla vetta, ma per la prima volta da quando veste di rosso a pari punti con il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso. «Lo dicevo fin da quando ero in Yamaha: i due piloti vengono trattati alla stessa maniera, e lo stesso vale anche per la Ducati – taglia corto Jorge – La moto è uguale e alla fine del campionato arriverà davanti chi sarà più regolare e veloce. Ora siamo alla pari e speriamo di raggiungere Marc, che ora ha tanti punti di vantaggio».

Ottimismo forzato
Come cambiano le cose in dodici mesi. Di questi tempi, un anno fa, Andrea Dovizioso vinceva la sua seconda gara consecutiva e si lanciava all'inseguimento di Marquez in graduatoria iridata, mentre la Ducati sembrava destinata a perdere definitivamente la scommessa multimilionaria con Jorge Lorenzo. Oggi, invece, è l'iberico ad aver conquistato il secondo successo di fila, mentre Desmodovi è finito per terra, per la seconda volta in tre gare, la terza dall'inizio dell'anno. «Ero al limite, ne avevo poco meno di loro ma non li volevo perdere, era un momento in cui stavamo spingendo tutti e tre – racconta il forlivese – Alla fine ho fatto un errore, sono arrivato troppo forte. Con queste gomme basta veramente poco: non puoi metterci l'intensità per cercare di colmare neanche un decimo di passo. Purtroppo torno a casa con un altro zero, che è molto pesante, ma ormai è fatta». Una stagione cominciata con tutt'altri presupposti si sta ora mettendo molto più in salita di quanto lo stesso Andrea si aspettasse: la competitività c'è stata in tutte le gare, ma invece dei risultati arrivano troppo spesso delle battute d'arresto. «Normalmente ci vogliono uno o due giorni per metabolizzarlo – confessa Dovi – In momenti come questi l'unica è restare calmi e cercare di capire e far meglio la prossima volta. Quando hai la velocità, come è il nostro caso, basta sistemare piccoli dettagli. Per quello che ho visto in gara, Jorge guidava in modo diverso, perché per il suo stile non fa intraversare tanto il posteriore in frenata. Oggi, con così poca aderenza, io mi sono ritrovato al limite: ma c'era il modo di guidare un po' diversamente, come ha fatto lui. Poca gente sa quante difficoltà debba attraversare un pilota per arrivare a questi risultati. Non è per niente un momento così pessimo, anzi. Da questa situazione sicuramente ci rialzeremo». La convinzione e la motivazione, l'italiano ce le mette tutte. Ma il dato di fatto è che ora la Ducati si ritrova un bel problema nel box: il pilota che ha deciso di riconfermare è in difficoltà, mentre quello che ha lasciato andare via è nel suo massimo spolvero. E se fosse proprio il futuro portacolori della Honda a portare la Rossa di Borgo Panigale a contendersi l'iride? «Quando hai un compagno di squadra così forte e in forma è difficile arrivargli davanti – chiosa Dovizioso – Ma dall'altro lato questo è solo un vantaggio per cercare di migliorarmi». C'è davvero da credergli, o piuttosto Andrea sta solo cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno?