6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Calcio | Nazionale

Lago, uno dei padri del FPF: «Sentenza Milan incomprensibile»

Giudicata troppo penalizzante la decisione dell’Uefa nei confronti del club rossonero: «Inspiegabile perchè contro i principi del FPF, nato per aiutare i club ad arrivare ai propri obiettivi, non per punirli».

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Il logo Uefa ANSA

MILANO - Era inevitabile che ad una sentenza tanto scioccante si susseguissero commenti, analisi e valutazioni di impatto altrettanto destabilizzante. Uno di questi è arrivato dall’economista Umberto Lago, uno dei padri del financial fairplay, ex presidente dell’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA e consulente del Milan sulla precedente questione del voluntary agreement: «Non conosco le carte del settlement - le parole di Lago al Corsera - , ma è una decisione penalizzante, che mi ha sorpreso. Io lo avrei concesso, è stato sempre dato, tranne alla Dinamo Mosca. E non capisco quale sia il problema del mancato rifinanziamento, c’è un fondo che garantisce e c’è un contratto che il club si impegna a rispettare. Se poi cambierà la proprietà questa dovrà rispettare il contratto. Se non lo farà, allora arriveranno le sanzioni, ma non ha senso infliggerle adesso, così è un processo alle intenzioni».

Aiutare, non punire
E ancora: «Quello che eventualmente può succedere alla proprietà non può riverberarsi sul club. Inoltre questa è una nuova gestione che va a pagare per colpe in fondo non sue. L’Uefa aveva introdotto un meccanismo per favorire le nuove proprietà, in questo caso i nuovi vengono puniti».
Un altro dei punti chiave evidenziati da Lago è quello relativo al perchè della nascita dell’istituto del Fair play finanziario: «È nato per lasciare ampia libertà ai club di arrivare all’obiettivo, in sostanza per aiutare i club non per punirli. Nel caso del Milan invece si sta punendo, per violazioni non sue, una proprietà che ha investito oltre 700 milioni tra capitale e debito».
Il dibattito è aperto, ma la sentenza definitiva della Camera Giudicante dell’Uefa è alle porte.

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