20 ottobre 2019
Aggiornato 18:30

Chi si rivede: Kubica torna al volante in un weekend di gara!

Per la prima volta dopo 7 anni e mezzo di assenza, il pilota polacco è rientrato in azione nella prima sessione di prove libere sulla Williams, al posto di Sirotkin

BARCELLONA – Robert Kubica è tornato. Da semplice collaudatore, non da pilota titolare, eppure il polacco ha avuto l'occasione di rimettersi al volante durante un weekend di gara ufficiale, dopo sette anni e mezzo di assenza totale. È successo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna, quando ha preso provvisoriamente il posto del debuttante russo Sergey Sirotkin sulla Williams (succederà altre due volte nel corso della stagione). Il suo nome è quindi riapparso in una classifica ufficiale per la prima volta dal novembre 2010, quando disputò la sua ultima gara con la Renault, prima dell'orribile incidente nei rally che interruppe bruscamente la sua carriera. E si è piazzato addirittura davanti al titolare della squadra inglese, Lance Stroll: «Mi aspettavo di emozionarmi di più – ha commentato – Invece, dopo tanto tempo lontano dalle piste, evidentemente sta tutto diventando più naturale per me. Quanto ai tempi sul giro, non li ho guardati: conosco già il mio valore».

Macchina lenta
Kubica non è comunque andato oltre la diciannovesima (e penultima) posizione, a ben 3.3 secondi dal miglior tempo: non per colpa sua, ma di una vettura decisamente in crisi tecnica. «È difficile dire che mi sono divertito, perché la macchina aveva un bilanciamento pessimo ed era molto difficile da guidare – ha ammesso – Ma sono soddisfatto della sessione e della mia reazione a queste condizioni avverse. Sembra strano che io mi possa ritenere soddisfatto di un diciannovesimo posto, ma in effetti è così. Per divertirti serve una macchina che si adatti al tuo stile di guida e che ti dia margine per guidarla. Purtroppo spesso ora ci ritroviamo nella condizione di andare in giro per la pista, non di guidare, e questo non è divertente, è un lavoro duro. Può sembrare incredibile, ma a volte è più impegnativo girare a quattro secondi dalla vetta che lottare sul filo dei decimi. Nella nostra posizione non si sa cosa accadrà finché non accade, e poi si deve reagire al volante».

Una mano ai colleghi
Forse proprio la sua esperienza potrebbe dare alla scuderia fondata da Sir Frank lo spunto giusto per uscire dal tunnel? «La Williams conosce esattamente i punti deboli della macchina e ha iniziato un progetto che dovrebbe aiutarci a capire meglio, a migliorare e forse a risolvere completamente i problemi. Ma probabilmente non basterà un giorno e nemmeno un mese, forse anche di più: i miracoli non esistono. Arriveranno piste migliori per noi, come è stata Baku, ma arrivando qui a Barcellona mi aspettavo di trovarmi in una situazione difficile, anche se la prima sessione è stata ancora più dura del previsto. Perciò ora cercherò di aiutare i nostri piloti titolari a migliorare il bilanciamento della macchina per renderla più facile da guidare. Le prestazioni sono una cosa diversa».