25 maggio 2022
Aggiornato 03:00
Calcio

Piccolo coi grandi: tutti i limiti di Suso

Lo spagnolo, forse il calciatore di miglior talento del Milan, continua con una pericolosa tendenza che rischia di non far crescere mai i rossoneri

Suso, fantasista spagnolo del Milan
Suso, fantasista spagnolo del Milan Foto: ANSA

MILANO - Un plebiscito di consensi alla notizia del rinnovo di Suso lo scorso autunno: l'uomo del 4-3-3 milanista, l'imprevedibile spagnolo che sfornava assist a ripetizione, che pennellava traiettorie liftate da rifarsi gli occhi tutte le volte. Peccato solo per quella clausola di 40 milioni di euro imposta e voluta dallo stesso calciatore che ne ha praticamente fatto un oggetto per il prossimo calciomercato, considerando le cifre su cui si viaggia in Europa ed il talento del numero 8 rossonero, certamente ambito da diversi club spagnoli ed inglesi. Questo perchè nel frattempo il Milan giocava soltanto in campionato (dove, Juve a parte, il livello è di una mediocrità imbarazzante), in Coppa Italia e da quest'anno anche in Coppa Uefa dove, fino a marzo, aveva incontrato avversari che in Italia avrebbero potuto al massimo disputare un'onesta serie B. Non appena il livello di competitività si è innalzato, però, Suso ha iniziato a nascondersi: nelle due partite contro l'Arsenal, ad esempio, dello spagnolo non v'è stata traccia, così come totalmente avulso alla partita si è dimostrato nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, peraltro già sfidata in campionato dove l'ex genoano non aveva praticamente toccato palla nè all'andata e nè al ritorno.

Limiti

Suso è certamente un calciatore di talento e di notevoli qualità tecniche, ma ha lacune ancora troppo evidenti: è un attaccante esterno ma segna come un mediano (stessi gol di Khedira, ad esempio, meno di Cristante), si prende pause troppo lunghe nell'arco della stagione e, soprattuto, scompare nelle gare decisive quando dovrebbe essere invece lui a prendere per mano la squadra, ad essere almeno il leader tecnico del gruppo. E invece, per citare ancora la recente finale di Coppa Italia, lo spagnolo si estranea, appena viene raddoppiato in marcatura manca di inventiva, gira su sè stesso alla ricerca del varco che, però, difensori di caratura internazionale non gli concedono; e allora inizia a vagare per il campo, reclamando palla, ma venendo poi puntualmente anticipato o portato sul fondo a tentare dribbling e giocate improbabili. Asamoah lo ha limitato grazie al fisico, i centrocampisti juventini lo aggredivano a metà campo limitandone il raggio d'azione; da Suso mai un lancio, mai un'iniziativa, eccezion fatta per un tiro velenoso respinto in calcio d'angolo da Buffon nel primo tempo, poi più nulla. Numeri non certo da fuoriclasse per un talento giovane ma non giovanissimo che, a questo punto logicamente, la nazionale spagnola non vede neanche col binocolo; forse quella clausola da 40 milioni di euro rappresenta il reale valore attuale di un giocatore ancora parzialmente inespresso.