18 dicembre 2018
Aggiornato 16:05

Gattuso ha in mano il Milan, ma qualcosa scricchiola

Le dichiarazioni del tecnico rossonero dopo la gara di Bologna aprono qualche crepa nell'ambiente milanista

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan
Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (ANSA)

MILANO - Il Milan esce dallo stadio Dall'Ara di Bologna con 3 punti che sanno tanto di sollievo dopo 6 gare senza successi ed una serie di difficoltà palesate dai rossoneri dopo tre mesi intensi e tutti all'insegna della rimonta. Il 2-1 in Emilia consegna alla formazione di Gennaro Gattuso tre punti fondamentali nella rincorsa europea che vede i rossoneri ad una lunghezza dall'Atalanta sesta e con lo scontro diretto da giocare a Bergamo alla penultima giornata, probabilmente la gara decisiva per evitarsi un'estate di spareggi e turni preliminari in giro per le zone più sperdute d'Europa. Gattuso alla vigilia di Bologna-Milan era stato durissimo coi suoi calciatori, annullando i giorni di riposo dopo la catastrofica sconfitta casalinga col Benevento e mostrando rabbia e delusione per l'andamento delle ultime partite, dimostrando di essere lui il vero timoniere del gruppo.

Parole amare

E pure il post Bologna-Milan non è stato povero di contenuti: Gattuso si è presentato ai microfoni ancora senza sorrisi, la faccia scura e nessuna dichiarazione dolce verso il suo spogliatoio: "Io conosco il calcio da 20 anni - ha affermato il tecnico calabrese a Sky - e non ho fatto il pescatore prima di mettermi ad allenare. Siamo una squadra buona che fa sacrifici, ma se ci mettiamo a mandare i messaggini su WhatsApp nei momenti di difficoltà, allora ci complichiamo ulteriormente la vita. A qualcuno non è piaciuto che io abbia tolto i giorni liberi dopo la partita col Benevento? Sì, forse qualcuno voleva prendermi a testate in bocca, ma non mi interessa». Una presa di posizione chiara, netta ed inequivocabile: Gattuso è il leader del gruppo, ha in pugno i suoi calciatori, li guida e li striglia quando serve, ma le sue parole denotano anche un certo malumore per qurgli antipatici spifferi che da uno spogliatoio non dovrebbero mai trapelare e che invece, evidentemente, da quello di Milanello sono uscite. L'impressione è che l'allenatore rossonero abbia puntato fra le righe l'indice contro qualcuno, ammonendolo per quello che potrebbe essere un avvertimento estremo a chiunque voglia formare crepe in un gruppo ancora in costruzione.