17 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Vettel un anno dopo la ruotata: «Ho imparato la lezione»

La sua reazione contro Hamilton nell'ultima edizione della gara di Baku gli costò un bel pezzo di Mondiale. Stavolta Seb promette di mantenere la calma
Sebastian Vettel in conferenza stampa
Sebastian Vettel in conferenza stampa (Ferrari)

BAKU – Un anno dopo, Sebastian Vettel torna sul luogo del delitto. E giura di aver capito la lezione. Il circuito cittadino di Baku, che questo weekend ospiterà il Gran Premio dell'Azerbaigian, porta infatti alla mente del ferrarista soprattutto un (brutto) ricordo: la famigerata ruotata al suo rivale Lewis Hamilton sotto safety car. Che gli costò una meritata penalizzazione, una probabile vittoria e che fu anche una delle prime battute d'arresto nella corsa al Mondiale poi fallita. «Dopo quella gara provai la sensazione peggiore – ricorda oggi ai microfoni del quotidiano tedesco Welt – E dovetti lottarci contro. Nella vita funziona così: le cose che rovini tu, con le tue mani, sono quelle che ti fanno più male». Sbagliando, però, il campione tedesco sembra aver imparato davvero. Pensiamo a come ha affrontato, due settimane fa in Cina, l'entrataccia di Max Verstappen che lo ha mandato in testacoda: stavolta senza perdere la calma, anzi concentrandosi sulla sua successiva rimonta: «Sono rimasto tranquillo in macchina, perché in qualche modo dovevo cercare di portare la macchina al traguardo e salvare almeno qualche punto», ha ammesso Seb.

L'importante è finire
Il rivale giurato di Vettel, anche quest'anno, non è però il baby olandese della Red Bull, bensì l'iridato in carica Hamilton. Che, approfittando dei guai altrui, nell'ultima gara è riuscito a ridurre a soli nove punti il suo distacco dall'alfiere della Ferrari, attuale leader della classifica generale. A favore del teutonico, però, ci sono due vittorie e due pole position nelle prime tre tappe dell'anno, contro un inizio di stagione decisamente inferiore alle aspettative per Lewis. Ma Sebastian giura che la sua tattica continuerò a rimanere la stessa: «Non abbiamo disputato ancora molte gare, ma penso che siano andate come al solito: lui sta facendo un ottimo lavoro – dichiara – Ovviamente l'Australia doveva essere il suo weekend, ma le cose sono andate un po' diversamente; il Bahrein è stato il nostro; la Cina... non sono sicuro di chi sia stato. Non penso ad un avversario più vicino degli altri: penso che lui stia lavorando bene, altrimenti non avrebbe vinto tanto come negli ultimi anni. Spero di essere lo sfidante numero uno di chiunque, ma la stagione è ancora lunga: al momento si è messa bene, ma non significa niente. Quello che conta sono le ultime tre gare, non le prime tre».