23 luglio 2019
Aggiornato 08:30

Milan: il derby e quel grande equivoco

All’indomani del derby tra Milan e Inter finito a reti bianche c’è chi parla di un atteggiamento saggio dei rossoneri. Probabilmente senza tenere in considerazioni due aspetti fondamentali.

Icardi si dispera dopo uno dei gol divorati contro il Milan
Icardi si dispera dopo uno dei gol divorati contro il Milan ANSA

MILANO - Milan umile e saggio. All’indomani del derby di Milano concluso sullo 0-0 solo per la scelleratezza, la superficialità e l’imprecisione di un bomber di razza come Icardi, c’è chi ha definito in questo modo la prestazione dei ragazzi di mister Gattuso. Qualcuno che probabilmente deve aver dimenticato un paio di elementi chiave per un’analisi obiettiva del grigio e piovoso pomeriggio meneghino. La prima è che erano i rossoneri, non i nerazzurri, ad aver bisogno a tutti i costi dei 3 punti per tentare una complicata ma non impossibile rincorsa ad un posto Champions; la seconda è che se Bonucci e compagni non sono tornati a casa con un’imbarcata di quelle epiche è solo per questione di millimetri e per la già citata serata di confusione del centravanti e capitano nerazzurro. 

La cometa di Halley
Partiamo proprio dal derby di Icardi. Per un bomber di razza capace di segnare ben 24 gol in 26 partite in un campionato non proprio semplicissimo come la nostra serie A, quello che è accaduto mercoledì sera a San Siro ha un che di inspiegabile. Qualcosa che sconfina nel trascendente e che potremo raccontare ai nostri nipotini: due gol - dico due - in una stessa partita sbagliati a porta vuota a un paio di metri dalla linea bianca avversaria. Capolavori che leggende del calcio come Calloni, Blissett o più recentemente Robinho (giusto per restare in ambiti milanesi), sono riusciti a confezionare al massimo due volte in una stagione. Icardi l’ha fatto due volte in una sola partita: uno di quegli eventi che accadono una volta nella vita, paragonabile al passaggio della cometa di Halley. 
Per essere sinceri un gol, per altro molto bello, il centravanti argentino l’aveva pure segnato contro il Milan. Peccato per l’Inter - e per fortuna dei tifosi milanisti - il Var ha sezionato le immagini decretando il fuorigioco millimetrico del capitano nerazzurro. Ancora una volta, però, la difesa rossonera si era fatta trovare scoperta, addirittura denudata, dalla manovra avvolgente di Rafinha e compagni.

Addio sogni di gloria
L’altro aspetto che in molti evidentemente non hanno considerato giudicando «saggia» la prestazione minimalista del Milan è che questo risultato di parità nel derby di Milano fa felici tutti tranne che il club di via Aldo Rossi. Può festeggiare l’Inter che tiene a distanza di sicurezza un pericoloso avversario, per giunta in rimonta, come la squadra di Gattuso, e possono brindare anche Roma e Lazio che hanno fatto il tifo fin dal primo momento per un pareggiotto insignificante. 
L’allenatore rossonero a fine partita ha parlato di scelta logica: «La seconda sconfitta consecutiva, dopo quella contro la Juventus, sarebbe stata devastante da un punto di vista psicologico». Probabilmente è vero, ma quella di ieri per il Milan era «La Partita», un match da vincere a qualsiasi costo per sperare in un possibile reinserimento nella lotta Champions. Adesso invece i rossoneri saranno costretti a tirare avanti fino al termine della stagione cercando di mantenere alta la concentrazione in vista della finale di Coppa Italia in programma il 9 maggio. Non proprio semplicissimo quando vengono a mancare gli obiettivi più prestigiosi. In bocca al lupo.