20 settembre 2019
Aggiornato 19:00

La pole di Zarco colpisce tutti: «Me compreso». Tranne Valentino Rossi...

Con un giro da record e una scelta di gomme insolita il francese è la sorpresa delle prime qualifiche dell'anno. Eppure il Dottore se lo aspettava là davanti

DOHA – Un anno fa, sempre qui a Losail, nasceva una stella. All'esordio assoluto in MotoGP, il campione del mondo di Moto2 in carica Johann Zarco scattava a molla e si portava davanti a tutti, in testa al Gran Premio del Qatar. La sua fuga sarebbe terminata con una caduta, dopo una manciata di giri (l'unico ritiro di tutto l'anno), ma poco importava: il talentino francese aveva dato appena il primo assaggio delle sue capacità. Dodici mesi più tardi, all'inizio di una nuova stagione, Johann ha ripetuto il suo capolavoro, stavolta nelle qualifiche: con un giro letteralmente perfetto ha demolito un record del giro che era rimasto imbattuto per ben dieci anni, e si è andato a prendere la prima pole position del campionato, la sua terza nella classe regina. «Nel giro precedente ho preso dei punti di riferimento, ma nell'ultimo tentativo ho capito di dover tentare il tutto per tutto – racconta il portacolori del team Tech3 – E quando ho tagliato il traguardo mi sono sorpreso di vedere il tempo. Una pole position semplicemente fantastica. Ma che non significa nulla per la gara, solo una buona partenza e una buona opportunità. Al momento non penso di avere il passo per la vittoria, cercherò di trovarlo domani nel warm up». Zarco, insomma, mette saggiamente le mani avanti in vista della gara. Ma questo non toglie nulla alla sua prestazione di oggi, per giunta ottenuta in condizioni anomale: mentre di solito è abituato a scegliere sempre le gomme più morbide, che con il suo stile di guida riesce a stressare meno dei rivali, stavolta ha invece optato per la mescola media all'anteriore, che potrebbe essere stata la scelta decisiva. «Rispetto alle altre due Yamaha, forse quella è stata la chiave per andare più forte – ammette il transalpino – Ma fin da ieri, anzi fin dai test, avevo la sensazione di essere più veloce con la media, per questo non volevo rallentare troppo. Mi sentivo bene e sapevo che se avessi continuato a spingere almeno per qualche giro, sarebbe andato tutto a posto».

Le Yamaha ufficiali stanno dietro
Insomma, Johann Zarco ha stupito tutti, se stesso compreso, nelle prime qualifiche del 2018. Tutti tranne uno: Valentino Rossi, un risultato così, se lo aspettava. «Zarco non è una sorpresa, perché va forte – ha spiegato il Dottore – Ha concluso bene l'anno passato e quest'anno ha ripreso da dove aveva lasciato. Tenendo conto che le condizioni erano un po' peggiorate, per via della sabbia e del vento, il suo è stato un giro fantastico, come anche quelli di Marquez e di Petrucci: tutti quelli che sono scesi sotto l'1:54. Speriamo di poter lottare con lui domani». Peccato che il pilota satellite sia riuscito ancora una volta a rubare la scena ai suoi due compagni di marca ufficiali: Rossi non è andato oltre l'ottava posizione, Maverick Vinales addirittura la dodicesima. Ma il fenomeno di Tavullia resta ottimista in vista della gara: prevede un mucchio selvaggio in lotta per la vittoria nel quale confida di inserirsi anche lui. «Ho un buon passo, anche con gomme usate. Sinceramente, con un 1:54.3 speravo di essere in seconda fila, che era il mio obiettivo, ma purtroppo non è bastato, quindi dovrò partire dalla terza. Nessuno sa cosa accadrà domani: ci sono dodici piloti più o meno nelle stesse condizioni e la seconda metà di gara sarà cruciale. Chi riuscirà a tenere il ritmo migliore arriverà davanti». La variabile più importante, ancora una volta, sarà il degrado delle gomme, un guaio che ha tormentato il nove volte iridato fin dagli ultimi test pre-campionato. «Sì, è ancora un problema. Abbiamo migliorato un po' la situazione ma con la gomma che mi piace di più si arriva proprio al limite dopo 22 giri – conclude Vale – Sulla base della mia piccola esperienza posso dire che la moto va bene, ma dobbiamo lavorare ancora su alcune aree, come l'elettronica, perché in accelerazione soffriamo un po'. Ma è tutto il pacchetto a fare la differenza, e domani vedremo».