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Marco Verratti: quando il talento non basta

L’espulsione rimediata dal centrocampista del Paris Saint Germain è solo l’ultima di una lunga serie di delusioni

Marco Verratti, centrocampista del Paris Saint Germain e della nazionale italiana
Marco Verratti, centrocampista del Paris Saint Germain e della nazionale italiana (ANSA)

PARIGI - Il Paris Saint Germain si risveglia con l’eliminazione dagli ottavi di finale di Coppa dei Campioni sul groppone dopo i 400 milioni di euro spesi sul mercato la scorsa estate e che serviranno per vincere solamente il campionato francese, impresa tutto sommato possibile anche senza acquisti folli e spese pazze. L’ambiente parigino è deluso ed arrabbiato, l’Europa non fa davvero per loro e almeno quest’anno la società transalpina avrebbe voluto far strada in coppa, arrivare almeno in semifinale, ed invece è bastato un Real Madrid esperto ma in crisi per spezzare sul nascere ogni velleità della formazione di Emery.

Palla al piede

Sul banco degli imputati è finito, oltre al tecnico spagnolo, Marco Verratti, in teoria il fulcro del centrocampo parigino, in realtà un’autentica sciagura per la compagine francese. L’ex regista del Pescara ha rimediato l’ennesima espulsione da quando è al Paris Saint Germain, al termine di una prestazione anonima (al contrario di ciò che sostiene il suo procuratore Raiola), non la prima di una carriera che, nonostante le premesse, fatica a sbocciare. Verratti ha rimediato 86 ammonizioni e ben 8 espulsioni in 313 partite, in Coppa Campioni si è già buscato 3 cartellini rossi in 44 apparizioni, oltre al fatto che il regista abruzzese non riesce ad incidere come vorrebbe, anzi, il più delle volte è dannoso per la propria squadra. Al termine di Paris Saint Germain-Real Madrid la stampa francese gli ha dato 2 in pagella, definendolo incorreggibile e denotando malumore nei confronti di un calciatore le cui prestazioni sono inversamente proporzionali alle qualità tecniche. Anche in Nazionale, Verratti ha combinato ben poco, rivelandosi un pesce fuor d’acqua e non garantendo mai piglio e personalità, doti che evidentemente non ha. La sua valutazione economica resta elevatissima, ma spendere cifre importanti per un giocatore che si sta dimostrando assai limitato è probabilmente un rischio che in pochi proveranno a correre, a meno di un capolavoro dell’istrionico Mino Raiola che forse fra i due è il vero fuoriclasse.