19 settembre 2018
Aggiornato 14:30

Crisi Yamaha. Valentino Rossi: «La moto 2017 era uguale», Vinales: «No, meglio!»

Invece che migliorare, la M1 sembra andare indietro. Tanto che i piloti ufficiali sono rispettivamente 11° e 7°, mentre il modello 2016 di Zarco arriva 4°
Valentino Rossi in pista con la Yamaha nei test in Qatar
Valentino Rossi in pista con la Yamaha nei test in Qatar (MotoGP)

DOHA – Ci risiamo. Manco il tempo di intravedere un barlume di luce, nella prima giornata di prove in Qatar, che la seconda ha fatto precipitare nuovamente la Yamaha nell'oscurità più assoluta. Con la consapevolezza che l'uscita dal tunnel sembra ancora molto lontana, quando però alla fine dei test invernali e all'inizio della stagione ufficiale manca ancora solo un giorno.

La solita elettronica
Nella notte di venerdì a Losail, Valentino Rossi si ritrova mestamente in undicesima piazza: «La mia posizione non è ottima – ammette il Dottore – ma sarei potuto andare più forte di qualche decimo perché non ho mai tentato un vero e proprio giro veloce. Ho montato le gomme nuove alla fine, ma ho avvertito una vibrazione all’anteriore e non ho potuto migliorarmi». Più che la classifica, però, a preoccupare il fenomeno di Tavullia è la sensazione provata in moto: «A metà strada tra quella della Thailandia e quella della Malesia. Sepang è stato il test in cui siamo andati meglio, a Buriram avevamo sofferto di più e qui siamo nel mezzo. Il nuovo telaio mi piace, la moto curva meglio, ma secondo me dobbiamo ancora lavorare sull’elettronica perché soffriamo in accelerazione. È difficile uscire dalle curve soprattutto quando abbiamo gomme usate, sotto questo punto di vista i nostri avversari sono migliori. Il mio passo gara non è male, il problema è con la gomma anteriore perché usando la mescola che preferisco, la media, difficilmente arrivo a metà gara. Bisognerà migliorare sotto questo aspetto, magari modificando il bilanciamento della moto, perché invece la gomma dura non va bene per noi. Penso che siamo più o meno allo stesso livello del finale della scorsa stagione».

Un anno dopo
Insomma, nonostante tutti gli sforzi dei tecnici di Iwata, la M1 non pare aver fatto sostanziali passi in avanti rispetto all'anno passato. Anzi, se dobbiamo ascoltare il suo compagno di squadra Maverick Vinales (settimo a quasi mezzo secondo dalla vetta), la moto è addirittura peggiorata: «Non possiamo nemmeno paragonarla a quella del 2017 – confessa sconsolato Top Gun – Bisogna cercare di far durare di più la gomma posteriore, anche usando meglio l’elettronica: questo vale in particolare sulla lunga distanza. Sono consapevole che manca poco tempo alla gara, di conseguenza continuerò ad impegnarmi duramente. Purtroppo fatichiamo in accelerazione, oggi abbiamo perso un po' di aderenza e la gomma posteriore tendeva a scivolare. Anche qua a Losail ho le stesse sensazioni di Buriram e Sepang: dobbiamo cercare di migliorare in tutte le aree e domani proseguirò il mio lavoro». E pensare che, solo dodici mesi fa, il catalano dominava incontrastato sia i test che la gara su questo stesso circuito di Losail.

Indietro tutta
L'unica Yamaha che non sembra conoscere crisi è quella di Johann Zarco. Che infatti, non a caso, ha presto abbandonato il modello 2017 per tornare alla più familiare (ed evidentemente anche competitiva) versione 2016. I risultati non sono mancati, tanto che la sua posizione finale di giornata è la quarta, a meno di tre decimi dalla testa della classifica. «La mia sensazione in moto è ottima, la velocità di punta pure, e mi diverto molto a guidare – sorride il francese – Sento che siamo a un buon livello, anche se forse per puntare alla vittoria mi mancano tre-quattro decimi al giro. È ovvio che ci sia ancora del lavoro da fare, ma domani proveremo degli altri dettagli». E così quella che ci consegnano i test qatarini è una casa dei Diapason che pare muoversi a passo di gambero.