16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Red Bull denuncia: «Ferrari e Mercedes sono una sola squadra»

Esisterebbe un'alleanza occulta tra i due top team rivali per influenzare il futuro della F1 a loro beneficio: ne è convinto il team principal Christian Horner

La Ferrari di Sebastian Vettel a fianco della Mercedes di Valtteri Bottas nei test di Barcellona
La Ferrari di Sebastian Vettel a fianco della Mercedes di Valtteri Bottas nei test di Barcellona Mercedes

BARCELLONA – Con l'inizio dei test pre-campionato della Formula 1 a Barcellona non ha preso il via solo la battaglia in pista, ma anche quella politica. Oltre allo scontro per il titolo iridato, infatti, un altro fronte che ci si aspetta caldo e al centro delle discussioni durante la stagione che si appresta ad iniziare è infatti quello del futuro dell'automobilismo, per definire il quale si sono intensificate le trattative tra gli organizzatori e le scuderie. In prima linea i due top team Ferrari e Mercedes, avversari sui circuiti ma alleati fuori, visto che condividono la stessa contrarietà al nuovo regolamento sui motori proposto per il 2021.

Cartello tra top team
A gettare ulteriore benzina sul fuoco del dibattito ci ha pensato il terzo incomodo, la Red Bull, che per bocca del suo team principal Christian Horner ha denunciato un presunto accordo occulto tra i suoi due rivali per influenzare il futuro del Mondiale a loro beneficio. «La Mercedes e la Ferrari lavorano come una sola squadra in questi giorni, a volte è difficile trovare le differenze tra di loro – ha dichiarato il boss dei Bibitari in occasione della sua prima intervista pubblica dell'anno, ai microfoni della tv inglese Sky Sports – Nell'ultimo paio di anni la relazione fra queste due squadre è diventata molto stretta, oggi addirittura trasmettono una la presentazione dell'altra sui propri canali social, o robe del genere».

Spari a salve
Horner non crede nemmeno alla minaccia del presidente della Rossa, Sergio Marchionne, di lasciare la Formula 1 e fondare un campionato alternativo se le proposte di Liberty Media dovessero prendere forma. «Bernie (Ecclestone, l'ex patron che ha definito realistici gli avvertimenti di Marchionne, ndr) sa bene che ogni volta in cui si parlava di rinnovare il patto della Concordia veniva fuori la minaccia di un campionato alternativo – prosegue Chris – Da quando lavoro in F1, negli ultimi quattordici anni, è stato sempre così. Ma la serie parallela non è mai nata e non penso che succederà nemmeno al momento. La Formula 1 è e rimarrà il vertice dell'automobilismo e spetta alla Federazione e a Liberty Media definire il suo futuro. Poi le squadre decideranno se ne vorranno fare parte o meno». Dal punto di vista delle Lattine, invece, non sembra esserci particolare opposizione alle proposte dei padroni del circus: «Noi siamo concentrati sulle corse, su quello che possiamo controllare. La Liberty è la nuova proprietaria della Formula 1 e spetta a loro decidere in che modo vogliono che questo campionato prosegua nel futuro. Sono sicuro che predisporranno dei programmi, delle linee guida durante il corso di questa stagione e queste verranno seguite. Ma di sicuro mi aspetto anche molte reazioni, che da parte di alcuni sono anche già cominciate».