15 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Conte-Chelsea: tregua armata ed un futuro che non lascia dubbi

La società londinese ha confermato il tecnico nonostante la crisi, ma la sua permanenza in Inghilterra resta un enigma

Antonio Conte, allenatore del Chelsea ed obiettivo del Milan per la prossima stagione
Antonio Conte, allenatore del Chelsea ed obiettivo del Milan per la prossima stagione ANSA

LONDRA - Gli allibratori inglesi nella giornata di martedì avevano addirittura sospeso e bloccato le scommesse sull'esonero di Antonio Conte, la notizia che un po' tutta Europa si aspettava dopo i due ko clamorosi del suo Chelsea contro Bournemouth (0-3 in casa) e Watford (4-1 in trasferta). E invece, forse a sorpresa, il club londinese conferma il tecnico pugliese, tentando di sostenerlo nel momento più difficile della sua avventura britannica, con una squadra in crisi e probabilmente distaccata dall'allenatore che a sua volta appare confuso ed inerme di fronte a un disastro inarrestabile.
 

Futuro

ll Chelsea conferma Conte, dunque, non si sa se a tempo determinato o indeterminato, anche se, si sa, nel calcio di indeterminato c'è poco o nulla e ciò che è perfetto oggi può essere da buttare domani. Chelsea che prova anche a fare gruppo attorno al suo tecnico, tentando di uscire dal momento nero in cui è piombato, pure se non sembra così semplice come sembra. Ci ha provato il portiere Courtois che appena saputo della conferma di Conte ha detto: "Siamo tutti con lui, ripartiamo insieme». E il Chelsea prova a ripartire da Conte e con Conte, anche se il futuro sembra sempre più lontano da Londra per il tecnico leccese che è ormai convinto di lasciare l'Inghilterra a giugno, pur senza certezze circa una nuova panchina, ma con la sicurezza che al Chelsea la polvere della clessidra è ormai esaurita.

Opzioni

La Nazionale lo avrebbe riaccolto con piacere dopo il biennio 2014-2016, ma è stato lo stesso Conte a dire "no, grazie", lusingato dalla proposta ma non pronto a tornare a fare il commissario tecnico. E cosa rimane ora? Rimane l'ipotesi di un anno sabbatico: possibile ma improbabile; rimane l'ipotesi legata al Paris Saint Germain che forse saluterà Emery: stuzzicante ma forse non troppo; rimane l'ipotesi del Real Madrid che ha fascino, blasone e a cui dire di no è quasi impossibile, ma...Sì, c'è un ma: e il ma si chiama Italia, perchè Conte ha nostalgia dell'Italia e della serie A che non sarà più il campionato più bello del mondo ma è il suo, non ci giocherà il Real Madrid ma ci gioca la Juve, il suo vecchio amore ormai tramutato in rancore, come solo i grandi amori sanno fare. E c'è il Milan, col suo splendore da ricostruire, con quella mentalità vincente da (re)inculcare, una sfida che Conte potrebbe abbracciare per dimostrare di saper vincere in Italia anche senza la Juve, per riaprire un ciclo come ha saputo fare a Torino e in parte a Londra, stavolta però a tinte rossonere. Conte ha messo le sue carte sul tavolo da gioco e aspetta di vedere anche quelle del Milan.