22 luglio 2019
Aggiornato 16:30

Berlusconi: l’ultima perla di insensatezza sul Milan

Ancora una volta l’ex numero uno rossonero parla della sua amata creatura. Argomento del giorno stavolta i tiri in porta, l’unica cosa che il Milan attuale non si fa mancare.

L'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi con la figli Barbara
L'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi con la figli Barbara ANSA

MILANO - Ne azzeccasse una. Non passa giorno senza che Silvio Berlusconi, complice anche la nefasta - per lui - campagna elettorale che lo pone continuamente sotto i riflettori delle telecamere o davanti ai microfoni di ingordi colleghi, parli della sua amata creatura. Purtroppo per lui, spesso a sproposito. Ebbene, all’indomani del pareggio conquistato dal Milan a Udine, l’ex presidente onorario è tornato a parlare della sua vecchia squadra, concedendo ancora una volta il suo distillato di saggezza, come di consueto carico di inesattezze e imprecisioni: «Per il mio Milan ho trovato un acquirente che ha mantenuto tutti i patti ma il Milan di quest'anno e dell'anno scorso calca i campi con un modulo che io non condivido e cioè con una sola punta, quindi in una partita vediamo massimo uno o due tiri in porta. Ricordo Boskov che diceva 'per fare gol tirare in porta': questo dovrebbe essere tenuto in considerazione da Rino Gattuso che insiste con il modulo a una punta».

Numeri chiari
Ma Silvio Berlusconi le vede le partite? Li legge i giornali? Le analizza le statistiche? Perchè a sentire le sue esternazioni qualche dubbio prende forma. Se c’è una cosa che al Milan di quest’anno proprio non si può rimproverare è la frequenza con cui tira in porta. In questa speciale classifica la squadra di Rino Gattuso occupa la quarta posizione, con 309 conclusioni verso il portiere avversario, dietro solo a Napoli 330, Fiorentina 323 e Roma 315, ma davanti a Inter, Juventus e Lazio.
Addirittura entra nel podio se analizziamo la graduatoria dei tiri effettuati nello specchio della porta: 175 contro i 194 del Napoli e i 183 della Juventus, ma anche qui davanti a Inter, Roma e Lazio.

Altro che due punte
Il problema vero del Milan non è tirare in porta, come vorrebbe farci credere Berlusconi, ma fare gol. Da questo punto di vista infatti emergono le dolenti note, visto che il Milan si dimena all’undicesimo posto della classifica dei gol fatti (appena 30), a fronte dei 59 della Juventus, dei 57 della Lazio (per giunta con una partita in meno) e i 50 del Napoli.
E per fare gol non servono le due, le tre o le quattro punte, visto che la Lazio gioca con il solo Immobile lì davanti, la Juventus con Gonzalo Higuain e una batteria di trequartisti, così come il Napoli (Mertens) e l’Inter (Icardi). Il giorno che qualcuno farà presente all’ex numero uno rossonero che stare in un decoroso silenzio è molto più opportuno che parlare a vanvera, non sarà mai troppo tardi.