24 settembre 2018
Aggiornato 02:00

Verso Milan-Lazio: i due dubbi di Inzaghi

L'allenatore biancoceleste prepara la sfida di Coppa Italia contro i rossoneri e deve sciogliere ancora qualche perplessità nell'undici iniziale
Simone Inzaghi, allenatore della Lazio
Simone Inzaghi, allenatore della Lazio (ANSA)

MILANO - Milan-Lazio, atto secondo. Dopo la sfida di campionato di domenica sera, San Siro si prepara a riaccogliere le due squadre per l'andata della semifinale di Coppa Italia, impegno a cui entrambe le compagini tengono moltissimo, i biancocelesti per conquistare la terza finale negli ultimi 6 anni, i rossoneri per dar lustro ad una stagione più difficile del previsto. I due allenatori, Gattuso e Simone Inzaghi, si conoscono, si stimano e si rispettano, probabilmente si temono pure, motivo per il quale la reciproca preparazione della doppia semifinale sarà quasi maniacale.

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In casa Lazio, poi, c'è ancora rabbia per il ko di domenica sera, per quel gol di mano di Cutrone e per un pareggio che nel secondo tempo i capitolini avrebbero potuto anche raggiungere con un po' più di cattiveria. Inzaghi vuole rifarsi subito in coppa, rendendo pan per focaccia a quel Milan che in campionato lo ha sconfitto dopo 8 partite di imbattibilità. A San Siro tornerà Ciro Immobile, fermo da una decina di giorni per un problema muscolare e non rischiato in campionato per la paura di perderlo per un tempo mediamente lungo; in Coppa Italia il capocannoniere della serie A ci sarà, anche se Inzaghi si porterà il dubbio fino al fischio di inizio, perchè il centravanti campano sarà titolare solo se i rischi saranno pari allo zero. E poi c'è il ragionamento su Stefan De Vrij, anch'egli alle prese con un affaticamento muscolare emerso proprio durante Milan-Lazio di domenica; lo staff medico laziale ha consigliato il tecnico di non rischiare l'olandese, già soggetto ad infortuni nel corso della sua carriera e pedina fondamentale della difesa romana, motivo per il quale Inzaghi scioglierà le sue riserve solamente in serata, dando ai due calciatori la possibilità di scendere in campo, ma senza correre alcun rischio.