23 settembre 2018
Aggiornato 18:30

Ibrahimovic: addio al Manchester e nuova vita

Il fuoriclasse svedese è pronto a lasciare l'Inghilterra, scaricato anche da Mourinho. Due le strade per il suo futuro
Zlatan Ibrahimovic, 36 anni compiuti lo scorso 3 ottobre
Zlatan Ibrahimovic, 36 anni compiuti lo scorso 3 ottobre (ANSA)

MANCHESTER - Zlatan Ibrahimovic, 36 anni, sta vivendo il momento forse più delicato della sua carriera, perchè il ritiro si avvicina e perchè dallo scorso aprile lo svedese ha a che fare con infortuni che ne stanno rallentando la piena ripresa. Prima la rottura del legamento del ginocchio, poi, una volta tornato in campo, un nuovo guaio alla gamba che lo ha messo nuovamente fuori gioco. In più, attorno al fuoriclasse scandinavo c'è un'aria di sfiducia, soprattutto a Manchester dove ai vari Lukaku, Martial e Rushford si è aggiunto pure Alexis Sanchez, non uno qualunque insomma.

Bivio

Lo spazio per Ibrahimovic al Manchester United, insomma, è sempre più ridotto e le ultime parole di Josè Mourinho ("Se Ibra vuole andare via lo aiuteremo") hanno definitivamente sancito la rottura fra il club britannico e l'ex milanista, ormai scaricato anche dal suo allenatore. Sul tavolo, ora, per lo svedese ci sono due ipotesi: la prima, la più accreditata, porta agli Stati Uniti ed ai Los Angeles Galaxy, formazione americana che lo corteggia da almeno due anni e che stavolta sembra davvero vicinissima a portarlo oltre Oceano; a confermare la possibile trattativa, una fonte giornalistica statunitense che ha definito l'affare in stato molto avanzato e prossima alla chiusura. Del resto, lo stesso calciatore ha spesso confermato di voler provare l'esperienza del calcio Usa e mai come stavolta il volo per Los Angeles sembra ad un passo dalla prenotazione. In seconda istanza, Ibrahimovic potrebbe valutare l'ipotesi di un ritiro, a quasi 37 anni e dopo una carriera ricca di soddisfazioni con la militanza nei maggiori campionati europei nei quali si è sempre imposto; un'idea remota e difficilmente praticabile, conoscendo anche lo spirito dello scandinavo che vorrebbe lasciare da vincente e non certo da infortunato. La sensazione è che, in Europa o in America, il gigante di Malmoe farà ancora parlare di sè per un po'.