18 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Hamilton e Vettel, due campioni con un solo obiettivo: la storia

Entrambi hanno raggiunto quota quattro titoli mondiali, e nel 2018 hanno nel mirino il quinto, che li porterebbe alla pari con il leggendario Juan Manuel Fangio
Sebastian Vettel e Lewis Hamilton
Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (ANSA)

ROMA – Là in alto, in cima alla classifica dei piloti più vincenti di tutti i tempi, c'è lui, l'inarrivabile Michael Schumacher, con i suoi sette titoli iridati. Ma, subito sotto, c'è un altro nome scolpito a lettere d'oro nella storia della Formula 1, anche se cronologicamente più distante da noi: quello di Juan Manuel Fangio. Il campione italo-argentino scomparso solo nel 1995, che in appena otto stagioni e 51 Gran Premi disputati riuscì ad ottenere un record che resistette per quasi mezzo secolo: ventiquattro vittorie (quasi una su due) e cinque Mondiali. È proprio lui, un leggendario pilastro dell'automobilismo sportivo, il prossimo obiettivo nel mirino di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Grazie alla corona conquistata l'anno passato dal portacolori della Mercedes, infatti, ora entrambi i grandi rivali hanno raggiunto quota quattro titoli, alla pari con Alain Prost. Solo uno dei due, però, nel 2018 potrà aggiungere al suo palmares anche il quinto, uguagliando dunque il grande Fangio.

Un onore in più
Un risultato che, quindi, si arricchirebbe anche di un significato storico per i due avversari, che entrambi nutrono una comprensibile stima e ammirazione per il loro predecessore. «Certamente non riusciremo mai a raggiungere il suo livello: lui è stato capace di ottenere un enorme successo in un brevissimo tempo e disputando relativamente pochi Gran Premi – conferma il ferrarista Sebastian Vettel – Inoltre, lo fece all'epoca, quando le macchine non erano così affidabili come lo sono oggi e quando per vincere bisognava che molti tasselli andassero al loro posto. Per questo, lo ritengo probabilmente il migliore pilota di tutti i tempi per la sua capacità di comporre l'intero mosaico». Gli fa eco Lewis Hamilton: «Penso che lui sia il campione che tutti quanti ammiriamo di più, per aver ottenuto quel tipo di risultati allora, quando il pericolo era massimo. In realtà credo che andrebbe celebrato di più per i suoi successi, mentre spesso non vedo menzionato il suo nome così tanto quanto meriterebbe. Per noi piloti, lo ritengo il padrino di questo sport». Tanto da sognare, settant'anni dopo, di iscrivere il proprio nome a fianco del suo nell'albo d'oro delle quattro ruote.